MORTE ALL’ILVA: LE PRIME REAZIONI

Intervengono Cgil, Fim Cisl, il sindaco Melucci e l'Anmil

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E’ stato sospeso questa mattina, dopo la notizia della morte del giovane operaio ILVA avvenuta al quarto sporgente ILVA, il Convegno organizzato dalla CGIL su “Sviluppo Sostenibile – L’impegno del mondo del lavoro”. A darne l’annuncio di fronte ad una platea sgomenta il segretario della CGIL di Taranto, Paolo Peluso, che ha dichiarato: “Assieme a CISL e UIL alle 17.30 saremo sotto la Prefettura per un incontro con il rappresentante dello Stato. Questa emergenza è nazionale e l’urgenza di un intervento l’avevamo già manifestata nel corso dello sciopero sui temi della sicurezza dello scorso 30 aprile in tutte le acciaierie dello stabilimento. I metalmeccanici, quelli diretti e quelli dell’indotto, non saranno lasciati soli. Intendiamo sollecitare una mobilitazione ancora più forte che coinvolga anche tutti i livelli nazionali e che rimetta al centro della vertenza quegli operai”.

Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp Uil aderiscono allo sciopero indetto dalle categorie dei metalmeccanici dalle 11.00 di oggi fino alla fine del primo turno di domani 18 maggio: “Condividendo quanto condiviso dai lavoratori metalmeccanici, – scrivono  – richiamiamo con forza le precarie condizioni in cui vivono i lavoratori delle aziende dell’appalto e dell’indotto ILVA. Come rappresentanti dei lavoratori in somministrazione questo episodio aumenta in noi l’angoscia della precarietà, anche di vita. Aderiamo alla richiesta di incontro in Prefettura e annunciamo la nostra presenza in presidio in via Anfiteatro alle 17.30”.

“Una situazione vergognosa e non più tollerabile, sono mesi che stiamo denunciando  le gravi inefficienze sulla sicurezza dei lavoratori e dell’impianto”. Sono le parole del segretario nazionale della Fim Cisl, Marco Bentivogli. “La gestione commissariale – prosegue –  è inadempiente anche sugli aspetti minimi e basilari della sicurezza dello sito, che ricordiamo essere il maggior impianto siderurgico d’Europa, ci sono casi di lavoratori che sono costretti a farsi cucire all’esterno le imbragature eludendo quindi anche l’omologatura delle stesse. Come carenti sono i dispositivi per la sicurezza personale, per non parlare della manutenzione degli impianti ormai ai minimi. Da subito proclameremo mobilitazione di tutto il gruppo: bisogna finirla col giocare con la pelle dei lavoratori è una vergogna per un paese civile. Da subito vanno assicurati e ripristinati gli standard di sicurezza conseguentemente va accelerata la partita con ArcelorMittal sulla cessione dell’impianto e l’implementazione e l’ammodernamento dello stesso”.

E’ giunta anche la reazione del sindaco Rinaldo Melucci: “A prima mattina mi ha raggiunto la notizia di un incidente apparso subito molto grave nella sala argani della gru DM6 al IV sporgente. Poco dopo è arrivata l’ufficialità del decesso di Angelo Fuggiano che lavorava per la ditta appaltatrice Ferplast, a seguito di un impatto con una fune. Affranto mi stringo, con l’amministrazione tutta, alla famiglia, agli amici e ai colleghi di Angelo Fuggiano”.

“Questa tragedia non si può più commentare – commenta il presidente dell’Anmil Emidio Deandri – . Quegli operai sono stati lasciati soli e come ANMIL chiediamo l’intervento del Presidente della Repubblica sull’emergenza che vive Taranto. Serve lo Stato qui, uno Stato che torni ad essere amico di questa terra, e serve che sulla grande vertenza che riguarda il futuro di quello stabilimento e della città si torni a parlare di cose possibili, concrete e vere. Lo sciacallaggio che si è consumato sulla pelle degli operai e dei cittadini di Taranto ha di fatto allontanato la soluzione del problema”.

L’ANMIL nella nota inviata alla stampa annuncia anche che sarà pronta a dare assistenza legale alla famiglia e a costituirsi parte civile quando verranno riscontrate le responsabilità penali dell’accaduto.

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