MORTE ALL’ILVA: SGOMENTO UNANIME

I commenti di Filt Cgil, Uiltrasporti, Flc Cgil, Pd e Potere al Popolo

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Saranno presenti al presidio in Prefettura di questa sera alle 17.30 anche i lavoratori aderenti a FILT CGIL e UIL Trasporti.

In una nota congiunta i segretari di categoria Gaetano Raguseo e Carmelo Sasso, annunciano l’adesione alle forme di protesta proclamate dopo l’infortunio mortale di Angelo Fuggiano e confermano l’urgenza di procedere al più presto all’applicazione di tutte le norme previste in tema di sicurezza.

“Avevamo già chiesto l’armonizzazione delle norme in materia di lavoro marittimo e portuale – dicono – e la morte di questo giovane operaio è un atto d’accusa circostanziato nei confronti di chi non ha reso possibile l’applicazione di decreti legislativi ancora del tutto elusi o disattesi”.

“Il nostro Primo Maggio dedicato alla sicurezza era un monito chiaro che richiamava l’attenzione sul possibile, su quello che si poteva fare e che invece continua a non essere fatto. Oggi la morte del giovane Angelo Fuggiano è un dramma famigliare, la tragedia di una comunità, ma anche la triste conferma di una contingenza che si continua ad affrontare con le armi spuntate delle inutili divisioni, le stesse che il mondo della formazione e della scuola insegna a superare”. Così Angela Dragone, segretario della FLC CGIL, che nella nota a commento alla morte di Angelo Fuggiano, il giovane operaio deceduto questa mattina al quarto sporgente ILVA del porto di Taranto, conferma l’adesione del mondo della scuola al presidio previsto per oggi sotto la Prefettura di Taranto.

Interviene anche il segretario provinciale del PD, Gianpiero Mancarelli “La straziante notizia della morte per un incidente al porto di un giovane operaio dipendente di una ditta dell’appalto Ilva lascia basiti. Non è ammissibile che si continui ancora a morire sul luogo di lavoro.
Chiediamo che si accertino immediatamente tutte le responsabilità e che si intervenga per garantire tutte le doverose condizioni di sicurezza.  In questo momento così tragico ci stringiamo alla famiglia così terribilmente colpita”.

Durissima la reazione di Potere al Popolo: “Padova, Carrara, Monfalcone, La Spezia e ora Taranto – scrivono – . In poco più di una settimana otto lavoratori gravemente infortunati, e di questi al momento quattro morti. Da ultimo, Angelo Fuggiano, dipendente della Ferplast, azienda dell’appalto Ilva. E’ il bilancio di una mattanza, di una guerra non dichiarata: quella che quotidianamente vede noi lavoratori soccombere di fronte all’interesse di padroni senza scrupoli. Sarà la magistratura a chiarire la dinamica dei fatti e le eventuali responsabilità individuali; non si può tacere intanto un giudizio politico.

In questi anni noi lavoratori siamo stati schiacciati: i nostri diritti compressi, il nostro potere nei luoghi di lavoro quasi del tutto svuotato. La fame di lavoro, soprattutto al Sud, è stata usata per metterci gli uni contro gli altri, e farci accettare condizioni sempre più degradanti. Tutto in nome dell’efficienza, per permettere alle imprese di superare la crisi e agguantare la ripresa. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: un aumento clamoroso dello sfruttamento, maggiore stress e insicurezza.

A questo attacco dobbiamo rispondere. Non possiamo restare a guardare i nostri colleghi cadere, finché non toccherà anche a noi; non possiamo continuare ad accettare l’inaccettabile. Serve una grande mobilitazione, da Nord a Sud, per rivendicare sicurezza e diritti, per reclamare lavoro stabile e salari decenti. La vita di ognuno di noi vale molto di più dei guadagni delle aziende per cui lavoriamo”

 

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