EX ILVA, POSIZIONI A CONFRONTO. USB: “BUCO NELL’ACQUA”

DALLA POLITICA L'APPROVAZIONE ALL'IDEA DELL'ACCORDO DI PROGRAMMA

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Si susseguono gli interventi sul vertice Ilva che si è tenuto a Roma nella giornata di venerdì.

FRANCO RIZZO – SEGRETARIO USB TARANTO

L’incontro di ieri è stato deludente. A gestire le ingenti risorse messe dal Governo sarà l’attuale governance. Nulla per i lavoratori, nessun rilancio sull’occupazione, tranne generiche dichiarazioni di intenti. Nulla sui lavoratori sociali , sui lavoratori Ilva in As e sull’appalto.
Da parte nostra, non c’è e non ci sarà mai, alcuna disponibilità a discutere di un accordo di programma (la vera novità dell’incontro di ieri), che inserisce in un contesto ambientale complicatissimo come quello di Taranto, altre presenze scomode e dannose come il rigassificatore, le pale eoliche, il riavvio della lavorazione della Loppa e l”eco mostro nella baia di Taranto con l’impianto di desalinizazzione delle acque per l’acciaieria.
La nostra organizzazione ha da sempre posto come elemento centrale  il tema del coinvolgimento del territorio, degli enti locali sulle scelte riguardanti la fabbrica, con la capacità di programmare un futuro anche oltre lo stabilimento.
È inaccettabile però, che uno strumento importante come l’accordo di programma venga proposto e utilizzato per passare sopra i lavoratori ed i cittadini, in una proposta che non parte dal tema occupazionale e che pensa di poter risolvere le cose, proponendo un modello di città completamente soffocata da impianti ad altissimo impatto ambientale.
Siamo invece disponibili  a discutere di un accordo di programma, che accompagni una transizione energetica e che parta dalla tutela reale dei lavoratori e della comunità. I punti di cui discutere per noi sono chiari: garanzia occupazionale, scivoli pensionistici, riconoscimento amianto e/o lavoro usurante,
Integrazione al reddito riparametrata e adeguata all’inflazione reale.
L’ad di Acciaierie d’Italia Lucia Morselli, oltre ad elencare queste “opere” funzionali alla fabbrica,  preannuncia come obiettivo per l’anno in corso, i 4 milioni di tonnellate annui di produzione, che diventerebbero 5 nel 2024. Significa, non solo non prevedere il ritorno in fabbrica degli ex Ilva in As, ma anche fabbricare nuovi esuberi tra i sociali oltre che continuare con i tagli lineari sull’appalto.
In sostanza nell’incontro non si è parlato di riequilibrio della governance e non si è assolutamente parlato di lavoratori, diretti, dell’appalto ed ex Ilva in As.
Uniche note positive la possibilità prevista nel decreto di anticipare il cambiamento della governance , anche se non ci hanno spiegato quali sono le condizioni che potrebbero portare a tali scelte, e il secondo aspetto è rappresentato dalla possibilità di piccole modifiche al decreto (nulla di sostanziale quindi). Permangono inoltre le nostre riserve per quel che riguarda lo scudo penale, anche se il Governo ne ha sminuito la portata; a maggior ragione, non ne comprendiamo la necessità.
Di fronte a questa situazione, in cui non ci sono le risposte ai quesiti che abbiamo posto, nelle prossime settimane programmeremo iniziative che coinvolgeranno tutti i siti del Gruppo Acciaierie d’Italia.
E anche per quel che riguarda Genova, usciamo dall’incontro al Mimit insoddisfatti, visto che del sito genovese si è  parlato in maniera estremamente marginale,  noi continuiamo a ribadire che Genova ha bisogno di investimenti urgenti e di rilancio industriale anche con il raddoppiato del ciclo latta, di vedere garantito nuovamente un reddito dignitoso e la sicurezza dei lavoratori.

FABIANO MARTI -ASS. CULTURA TARANTO

Ieri è stata una grande giornata per Taranto e per tutti quelli che, in questi anni, hanno lottato per mettere la tutela della salute dei tarantini al primo posto.

Sentire il ministro Adolfo Urso accettare con convinzione la stesura di un accordo di programma per l’ex Ilva, quell’accordo che il sindaco Rinaldo Melucci auspica dal lontano 2018, è stato emozionante.

L’accordo di programma è l’unico strumento amministrativo in grado di assicurare la partecipazione al tavolo delle decisioni di tutti quegli enti territoriali che rappresentano una comunità, troppo spesso relegata a semplice spettatrice di un indegno spettacolo, nel quale si giocava a rimpallarsi responsabilità e colpe sulla pelle dei tarantini.

Anche noi rappresentanti di Europa Verde, supportati da quel mondo ambientalista sano che ha sacrificato anni per lotte reali e non strumentali, saremo accanto al sindaco Melucci per sostenerlo e per vigilare che non si faccia un solo passo indietro. Ieri ne abbiamo compiuto uno importante verso un cambiamento epocale. Siamo sicuri che la città farà quadrato senza divergenze, con l’obiettivo di diventare finalmente artefice del suo destino.

CON TARANTO

La disponibilità del ministro Adolfo Urso a perseguire la linea tracciata dal sindaco Rinaldo Melucci di sancire un accordo di programma per l’ex Ilva di Taranto segna una svolta decisiva nella delicata trattativa che riguarda le sorti dello stabilimento siderurgico. Una intesa che dovrà certificare il futuro ecocompatibile della fabbrica grazie alla quale si dovrà necessariamente ricucire la frattura che sembrava ormai insanabile tra città e industria. Per ridare speranza ai lavoratori, alle imprese dell’indotto e a tutti i cittadini di Taranto gravati dall’inquinamento ambientale.

Abbiamo sostenuto sin da subito la strada tracciata dal primo cittadino anche nella sua veste di Presidente della Provincia e per questo oggi siamo ancora più soddisfatti. Ora occorrerà lavorare affinché le parole del Ministro Urso non restino solo promesse e si giunga in tempi quanto più celeri possibile all’ auspicato e annunciato modello di fabbrica “green”.

I consiglieri Bitetti, Fornaro, Mignolo

SINISTRA ITALIANA

In merito all’incontro di ieri presso il mimit, tra organizzazioni sindacali, azienda “Acciaierie d’Italia”, regione puglia, enti locali e ministri, ribadiamo quanto segue:

 

Sinistra Italiana sarà al fianco dei lavoratori per la tutela del proprio posto di lavoro, specie in questo periodo storico, in cui gli stessi e le loro famiglie sono già provati dall’inflazione e dalla perdita del potere d’acquisto e, come se non bastasse, da anni di cassa integrazione.

 

Riteniamo che lo Stato debba farsi garante dei lavoratori diretti e indiretti, attraverso un riequilibrio della governance, che gli permetta di fare i giusti investimenti, governando la fabbrica ormai quasi allo sbando.

 

Riteniamo altresì, che qualunque sia la soluzione e il piano industriale che si intenda attuare, esso debba scaturire dall’esito di una nuova autorizzazione integrata ambientale(AIA) che contenga nelle procedure essere la Valutazione del Rischio e dell’Impatto Sanitario (adottando le linee guida VIIAS di ARPA e ISPRA), ossia lo strumento scientifico capace di offrire garanzie certe per la salute pubblica e quindi per gli investimenti produttivi. Senza l’attuazione di questa procedura, ci ritroveremo in futuro, alle prese con gli stessi problemi che viviamo oggi.

 

La città di Taranto e i lavoratori hanno pagato un prezzo troppo alto in termini di salute e lavoro, messi da sempre davanti alla scelta tra le due cose, entrambe garantite dalla costituzione italiana.

 

Non sono più tollerabili rinvii e perdite di tempo, in quanto la situazione ambientale e lavorativa è quasi a un punto di non ritorno e non accetteremo nessuna decisione che sacrifichi uno dei due diritti.

IL coordinatore provinciale

Maurizio Baccaro

Il coordinatore cittadino

Cosimo Minzera

 

 

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