SINDACATI, DUE VOLTE A ROMA PER L’EX ILVA

PRESIDIO CON EMILIANO L'11, SCIOPERO LAVORATORI IL 19

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I sindacati Fiom Cgil, Uilm e Usb hanno annunciato oggi che lo sciopero dell’11 gennaio all’ex Ilva di Taranto, Acciaierie d’Italia, é spostato al 19 gennaio. Si sarebbe dovuto inizialmente svolgere dalle 23 del 10 gennaio alle 7 del 12 gennaio. “Il 19 gennaio – ha detto Davide Sperti, segretario Uilm – ci sarà uno sciopero di 24 ore a Taranto in fabbrica e con i lavoratori effettueremo un presidio sotto la sede del Mise in contemporanea al vertice convocato dal ministro Adolfo Urso. L’11 gennaio resta invece confermata la protesta a Roma, con manifestazione nelle vicinanze di Palazzo Chigi, insieme alla Regione Puglia e alle istituzioni del territorio”.

Fiom Cgil, Uilm e Usb hanno indetto inoltre un referendum tra i lavoratori della fabbrica di Taranto sul decreto legge del Governo del 28 dicembre che stanzia 680 milioni per Acciaierie d’Italia, ex Ilva. Il quesito è: “In riferimento a quanto emerso dall’ultimo decreto legge sull’ex Ilva saresti favorevole ad un intervento diretto dello Stato attraverso una ricapitalizzazione immediata l’attuale gestione di Acciaierie d’Italia affinché i soldi pubblici siano utilizzati per un chiaro ed inequivocabile processo di transizione ecologica e sociale?”. I segretari Francesco Brigati della Fiom Cgil, Davide Sperti della Uilm e Francesco Rizzo dell’Usb hanno detto che le schede del referendum saranno consegnate nelle assemblee in corso in fabbrica, ma anche davanti alle portinerie. Predisposte delle cassette per il deposito delle schede, che saranno consegnate anche ai lavoratori in cassa integrazione sia di Acciaierie d’Italia che di Ilva in amministrazione straordinaria.

“Vogliamo vedere poi se un Governo che si dice del popolo, ignorerà il volere dei lavoratori” hanno detto i sindacalisti. “Urso ci ha detto il 17 novembre che questo è il primo Governo, dopo molti anni, eletto dal popolo – hanno detto i sindacalisti -. Bene, il popolo, i lavoratori, la città di Taranto e le istituzioni locali chiedono che Mittal sia definitivamente allontanato dalla gestione dell’acciaieria e che lo Stato assuma il pieno controllo della situazione”.

I risultati del referendum saranno ufficializzati l’11 gennaio, – ricorda l’Agi – nel corso della manifestazione a Roma, davanti a Palazzo Chigi, giorno in cui si cercherà, insieme alle istituzioni, di avere anche un primo confronto con la presidenza in attesa di fare poi il vertice del 19 gennaio col ministro Adolfo Urso.

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