ARCELORMITTAL: “SOLUZIONI DA TROVARE TUTTI INSIEME”

Ma Palombella (Uilm) sottolinea: "Serve una task force per la sicurezza"

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Nel corso della riunione tenutasi oggi al MISE, ArcelorMittal ha espresso la necessità di un impegno da parte di tutti gli stakeholder per mantenere operativo l’impianto.

L’incidente della scorsa settimana – ha detto l’azienda – è una tragedia, dato che abbiamo lavorato duramente per migliorare gli standard di sicurezza, continuando con il nostro programma di investimenti ambientali, che sta procedendo bene e secondo i piani. Anche se ci sono e ci saranno sempre diversità d’opinione, se tutti i principali stakeholder sono d’accordo che questo impianto abbia un futuro dobbiamo lavorare insieme per raggiungere questo obiettivo. Nell’ultima settimana, lo spirito collaborativo e il senso comune di intenti di cui abbiamo bisogno sono stati assenti. Noi siamo sempre stati e continueremo ad essere aperti al dialogo. Ma è fondamentale che tutte le parti si concentrino sulla ricerca di soluzioni per far fronte alle sfide che ci troviamo ad affrontare. Non è qualcosa che possiamo fare da soli.

“Con oggi ci aspettiamo da ArcelorMittal e dal governo un piano eccezionale e straordinario di messa in sicurezza di tutti gli impianti dell’ex Ilva di Taranto”. Così Rocco Palombella, Segretario Generale Uilm all’ingresso dell’incontro al ministero dello Sviluppo economico tra sindacati, commissari e rappresentanti dell’azienda. “Vogliamo conoscere nel dettaglio – dichiara il leader della Uilm – quali sono le azioni concrete e i finanziamenti aggiuntivi che saranno messi in campo da ArcelorMittal per rendere più sicuro lo stabilimento dopo il tragico incidente mortale verificatosi la scorsa settimana”. “Ci aspettiamo – continua – che ci venga indicata una mappatura di tutte le parti degli impianti, non solo dei mezzi di sollevamento, che hanno necessità di interventi manutentivi o di sostituzione di parti strutturali”.

Palombella chiede quindi “che venga immediatamente istituita una task force dove far confluire tutti i lavoratori di manutenzione che sono attualmente in cassa integrazione ordinaria di tredici settimane e le competenze di aziende esterne con lo scopo di monitorare ogni parte dello stabilimento e ridurre il numero complessivo dei lavoratori in Cigo”.

“Da subito quindi – prosegue – devono essere fermati tutti quegli impianti o parti di essi che non rispondono agli standard di sicurezza previsti. Nessuna altra vittima dovrà essere sacrificata – conclude – solo questo tentativo estremo potrà servire a recuperare la mancanza di investimenti in otto anni di commissariamento ed evitare, da un lato, altri incedenti gravi e mortali e, dall’altro, la fermata irreversibile dello stabilimento”.

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