APPALTI FRAZIONATI E PROROGHE ALL’HOTSPOT DI TARANTO

Dossier all'esame dell'autorità nazionale anticorruzione dopo esposto M5S

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“Appalti frazionati in maniera “impropria» al posto di una gara unica. Troppe proroghe. Dubbi sui criteri di urgenza che hanno portato ad affidare in via diretta ad un’associazione i servizi di assistenza alla persona e gestione amministrativa. Sono i rilievi che l’Autorità nazionale anticorruzione muove sulla gestione dell’hotspot di Taranto. La delibera con gli esiti delle verifiche, pubblicata on line, è stata inviata al Dipartimento immigrazione del Viminale e alla Procura generale della Corte dei conti”. E’ quanto scrive oggi la Gazzetta del Mezzogiorno.

“In base ai dati della prefettura, l’hotspot di Taranto – una delle 5 strutture di prima accoglienza migranti insieme a quelle di Lampedusa, Pozzallo, Trapani e Messina – ha ospitato 15.039 persone nel 2016 e 8.812 tra gennaio e novembre 2017. Mediamente un immigrato vi resta 5-6 giorni. L’istruttoria dell’Anac è partita ad agosto 2017 dopo un esposto di Giuseppe Brescia, deputato barese di M5S.

Tre le convenzioni Prefettura-Comune stipulate sull’hotspot dal 2016, basate su un corrispettivo di 33 euro al giorno per ospite che la Prefettura si è impegnata a versare al Comune e su una presenza prevista di 400 ospiti al giorno. La prima va dal 26 febbraio al 26 agosto 2016, valore stimato circa 2,4 milioni di euro; la seconda copre il periodo agosto 2016-agosto 2017, valore 4,8 milioni; la terza, ancora in essere, arriva a giugno 2019 ed è rinnovabile, valore 9,6 milioni di euro.

Assistenza alla persona, sanità, pasti, vestiario, biancheria, pulizie, amministrazione le voci oggetto dell’accordo. E questi servizi il Comune ha provveduto ad affidare con una serie di procedure distinte: una per i pasti, una per il vestiario, un’altra per le lenzuola monouso, una per i prodotti per l’igiene, e così via per i servizi di pulizia, lo smaltimento rifiuti, la manutenzione degli impianti elettrici. “Tanti piccoli affidamenti limitati nel tempo» che secondo Anac presentano «profili di anomalia» e si traducono in un “frazionamento improprio» degli appalti, che rischia di far salire la spesa.

«In conformità ai principi di efficacia ed economicità» il Comune – si legge nella delibera – «avrebbe potuto più correttamente gestire l’hotspot tramite una gara unica o un numero limitato di gare suddivise in lotti» omogenei. “Un’ulteriore criticità» è data dalle proroghe di alcuni affidamenti, che il comune ha motivato con la difficoltà a prevedere il numero di ospiti su cui formulare un’offerta, dal momento che c’è stata una riduzione degli sbarchi.

Sotto la lente anche l’affidamento all’associazione Noi e Voi Onlus dei servizi di gestione amministrativa e assistenza generica. L’affido è avvenuto a marzo 2016 in via diretta per motivi di urgenza: durata 4 mesi, importo 108 mila euro; poi si è aperta una procedura alla quale hanno partecipato tre soggetti, ma è stata ammessa solo Noi e Voi, con cui il rapporto è stato successivamente prorogato e dura tuttora. Secondo Anac, però, emerge «carenza o difetto di motivazioni dei presupposti di estrema urgenza» che hanno portato a scegliere questa strada”.

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