UILTRASPORTI: “COSA NON FUNZIONA ALL’AMAT”

I dubbi e le critiche del segretario Carmelo Sasso

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La Uiltrasporti attacca la dirigenza dell’Amat e contesta disservizi e mancate relazioni sindacali. Questo il testo integrale:

Apprendiamo dalla stampa (l’unico mezzo di comunicazione tra Azienda e Organizzazioni
sindacali) dell’acquisto di “altri 5 minibus” che dovrebbero rendere più puntuale ed efficiente
il servizio di trasporto pubblico locale.
Non comprendiamo però le ragioni per cui si vogliono attribuire responsabilità per i
disservizi, alle assenze dei lavoratori dovute a malattie o permessi, questi regolamentati da
leggi dello Stato.
Lo scorso 21 Giugno la scrivente, si permise di segnalare con documento sindacale avente
per oggetto “CARENZE IN ORGANICO DEL PERSONALE DI GUIDA” sia al CDA dell’Amat che
alla direzione generale, le difficoltà quotidiane che gli operatori d’esercizio incontrano.
Sarebbe il caso che qualcuno ricordasse che oggi il programma di esercizio è assicurato con
grandi difficoltà, facendo ricorso anche in misura abnorme a prestazioni straordinario su
autobus vetusti e su strade ridotte ormai ad un colabrodo. Agli innumerevoli disagi creati
dalla eliminazione di corsie preferenziali e non ultime le deviazioni per la movida estiva che
non pochi disagi sta creando. Neppure l’innalzamento della media oraria giornaliera in capo
ad ogni operatore d’esercizio a seguito dell’accordo sulla produzione chilometrica del 2013
che vede oggi l’operatore d’esercizio impiegato alla guida con turni di 7 ore di media (con
turni che toccano anche le 7:30) rispetto ai 6,30 previsto dal ccnl, ha alleggerito e
compensato la carenza di personale di guida.
Pertanto in data 22 Luglio u.s. dopo solo trenta giorni di attesa per una qualsiasi risposta
dalle varie parti in indirizzo, la scrivente ha sollecitato la questione con altra apposita nota
di sollecito aventi pari oggetto e con le relative opportune argomentazioni nel tentativo di
instaurare perlomeno una comunicazione epistolare.
Duole oltre che preoccupa il fatto che la scrivente non abbia ad oggi ricevuto risposta alcuna
nonostante quanto sopra.
Ci rallegrerebbe il “tutto esaurito” di ferragosto sulle motonavi prontamente sbandierato
sulla stampa, ma per noi non ci sarà nulla da festeggiare, finché il vero “tutto esaurito” cui si
continua ad assistere quotidianamente è quello degli operatori di esercizio oltre che dei bus
tuttora del tutto insufficienti a garantire il servizio non finirà.
A settembre le motonavi torneranno a riposare in porto per lo più a costituire semplicemente
un costo, proprio mentre ci saranno da fornire ai nostri bambini e ragazzi i servizi scolastici.
Alla luce della situazione delle scuole del quartiere Tamburi questo sarà sicuramente ancora
più complesso stante la situazione di carenza di personale e di bus.
A dicembre poi tireremo le somme e vedremo quante migliaia di km non sia stata Amat in
grado di effettuare e quanti contributi pubblici dovranno essere resi a Bari per le mancate
percorrenze.
Valuteremo poi tra un triennio quanto, questa cronica incapacità di saturare la quota dei
servizi assegnati dal Piano Regionale influirà in termini di rideterminazione dei fabbisogni e
dei relativi servizi minimi.
Su queste problematiche attendiamo da tempo una semplice risposta dall’azienda e
restiamo come sempre disponibili ad incontrare Amat anche ad agosto, finanche sulla
motonave se occorresse.
Qualora l’Azienda sia troppo impegnata in quel rilancio che ad essere onesti rileviamo
esclusivamente dalla stampa, per rispondere alle semplici istanze sindacali ci verrebbe di
consigliare di chiedere l’aiuto di un tecnico esterno.
Tra le tante e onerose consulenze esterne di cui Amat fa un uso massiccio e sempre crescente
(i cui costi si evincono dal sito internet aziendale) e che sicuramente contribuiranno un
giorno al miglioramento dell’organizzazione aziendale, ci sentiamo di consigliarne una
specifica in “relazioni sindacali”.
Questo si, rappresenterebbe un caso di soldi pubblici ben spesi.
L’unica cosa che Amat sicuramente ci deve risparmiare in questa fase è la criminalizzazione
della forza lavoro in genere e degli “autisti” nello specifico, utilizzandoli strumentalmente
come paravento per carenze ben note a tutti da tempo ed inadempienze che risiedono
altrove.
Questi lavoratori dopo turni di lavoro lunghi, su mezzi nelle condizioni che i lettori ben
conoscono, spesso privi di aria condizionata funzionante e non da meno con le condizioni
delle strade del territorio che ne sollecitano continuamente l’apparato muscolo scheletro,
meriterebbero perlomeno un minimo di rispetto.

UILTRASPORTI TARANTO
IL SEGRETARIO GENERALE
Carmelo SASSO

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