MARIO TURCO: “IL MIO PIANO PER IL PORTO”

Le idee del candidato al Senato del M5S

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Il candidato nel collegio uninominale del Senato Mario Turco (M5S) in una nota spiega i suoi piani per il porto di Taranto.

“Si parla spesso – scrive – delle potenzialità del porto di Taranto, ma cosa si può davvero fare per rilanciare il nostro scalo ora che le opere infrastrutturali (piastra logistica e dragaggi su tutti) sono state avviate?

Il progetto che intendo condividere con la città comprende diverse possibili azioni tra cui:

1) l’inclusione dell’attuale terminal degli autobus nel perimetro dell’Autorità di sistema portuale, creando così un’area contigua con il molo San Cataldo destinata all’attracco ed all’accoglienza dei turisti in arrivo grazie alle navi da crociera. L’attuale terminal bus può essere facilmente spostato in zona Croce dove da troppi anni si attende la realizzazione ed il completamento del secondo parcheggio di scambio cittadino dopo quello di Cimino;

2) in secondo luogo, dobbiamo recuperare le aree dismesse da Ferrovie Italiane e farvi insediare un parco agroalimentare sulla scorta dell’esperimento ben riuscito a Bologna con il parco ribattezzato “Fico”.

Il parco dedicato all’agroalimentare made in Puglia che immagino sarebbe un’ottima vetrina non solo per i turisti, ma anche per i buyer interessati ad esportare le eccellenze di questo territorio. Così come racconta l’esperienza di “Fico”, a Bologna, questi parchi sono degli spazi in cui si effettuano percorsi didattici, degustazioni, itinerari esperienziali e in cui è possibile cimentarsi in veri e propri laboratori di cucina.

Tutto questo in attesa dell’avvio di Agromed, la piattaforma dedicata alla raccolta, lavorazione e spedizione dei prodotti agricoli locali nel resto del mondo. Agromed però, oltre ad essere una struttura logistica, è anche una società consortile che ha nel proprio bilancio bene 10 milioni di euro stanziati dal Cipe sinora mai utilizzati.

La nuova classe dirigente di questo territorio si deve impegnare affinché quelle risorse siano prontamente investite.

Credo che il porto possa entrare a pieno titolo nel progetto di riconversione economica e produttiva che il Movimento 5 Stelle propugna per Taranto. Ma occorre fare presto. Il tempo è poco e rischiamo di perdere l’ennesimo treno destinato a non ritornare”.

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