STELLATO: “TARANTO SIA LABORATORIO NAZIONALE”

L'APPELLO DEL CONSIGLIERE REGIONALE DI ITALIA VIVA IN VISTA DEL RIMPASTO AL COMUNE

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“Alle recenti elezioni politiche, il centrosinistra diviso ha perso malamente. Probabilmente, unito avrebbe perso meglio e, di sicuro, al Governo non ci starebbe la Giorgia nazionale. Credo che la lezione sia bastata, almeno a livello nazionale, dove il cosiddetto “campo largo” appare l’unico argine al sovranismo meloniano. Ma, a volte, la larghezza del centrosinistra funziona anche alle amministrative. Udine insegna”.
Lo dichiara Massimiliano Stellato, consigliere comunale e regionale di Italia viva.
“Ci sono comuni e regioni – prosegue Stellato – dove il PD ed il M5S amministrano e governano insieme alla galassia delle liste civiche che, con l’approssimarsi delle elezioni europee, mai aderirebbero ai dem o ai cinquestelle. Ed allora, la possibilità di offrire loro uno spazio nell’area riformista, liberaldemocratica, diventa concreto. Io, lo ammetto, ci sto lavorando sia  a Taranto che in consiglio regionale, ed anche facendo ogni tanto qualche “capatina” a Roma. Ne ho parlato con Fioroni, che con il nostro aiuto sta riorganizzando i cattolici ed i popolari proprio a partire dalla Puglia, e con i vertici di Italia, Viva, il mio partito. A Matteo Renzi, ho parlato della mia condivisione di alcune scelte strategiche che il Sindaco Rinaldo Melucci si accinge a compiere su Taranto e del superamento dei fatti (Ilva, Tap e Xylella) che, un tempo, lo posero distante dalla visione politica del governatore Michele Emiliano. Ormai è giunto il momento di superare le acredini e le asperità, a tutti i livelli, ce lo chiede chi non si reca più alle urne. Basta con le urla, con le offese e con gli annunci roboanti di inciuci di palazzo. Le parole “maggioranza e opposizione” non interessano più ai cittadini, che vogliono solamente trovare soluzione ai loro problemi. Perciò, se non con il cosiddetto Terzo Polo, si apra subito un confronto sui temi politici e programmatici tra il PD, il M5S e la questa costruenda “Terza Forza”, dove i civici e tutti noi i riformisti possiamo ritrovarci. E facciamolo diventare laboratorio politico nazionale, a partire da Taranto e dalla Puglia”.

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