SPALLUTO: “PERCHE’ MI CANDIDO”

La lettera aperta dell'esponente di Emiliano sindaco di Puglia

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L’esponente tarantino in corsa per le Regionali, sostiene la riconferma dell’attuale Presidente della Regione Michele EMILIANO.

La missione in Regione per Alfredo SPALLUTO resta la tutela del territorio tarantino: 

«Non mi rassegno – dichiara Alfredo Spalluto – al declino del polo jonico e non mi arrendo di fronte all’apatia e alla prepotenza dei tanti, che non pensano alla città e al suo futuro»

Questa la missiva di Alfredo SPALLUTO che esprime le motivazioni della sua candidatura:

Sin da bambino ho visto tanta gente per bene che ha ricostruito il Sud e ha dato anche a noi un’opportunità.

Taranto ha vissuto tempi differenti dagli attuali, in cui tutti hanno contribuito ad una realtà migliore, facendo ciascuno la propria parte. Infatti c’è stato chi ha fatto impresa, a chi ha saputo fare politica. Ma anche chi con il lavoro oscuro ha fatto crescere il tessuto tarantino come chi vendeva semplicemente le migliori cozze d’Europa ed ha contribuito alla crescita e all’affermazione della maricoltura nostrana.

Il mio impegno è funzionale a riportare in auge il nostro territorio, attraverso lo sviluppo e la grande passione.

È per questo che ho deciso di accettare la candidatura a Consigliere Regionale, proprio nella lista civica del PresidenteEmiliano Sindaco di Puglia” perché me lo chiede l’attuale Presidente della Regione ma soprattutto perché intendo difendere in prima persona gli interessi di Taranto nel consesso regionale.

Mi candido su insistente sollecitazione dei tantissimi amici a cui mi lega reciproca stima e affetto ma anche di tanti cittadini che reclamano il mio impegno per difendere, far crescere e far contare il territorio tarantino.

Sono molti i temi su cui battersi: l’ambiente, la sanità, le infrastrutture, la formazione, la riqualificazione delle periferie, la maricoltura e le politiche sociali.

Taranto oggi è una provincia ferita che non può più tollerare né l’inquinamento, né la demagogia dei soliti farisei, fatta di promesse non mantenute. Che si ripercuotono sulla salute dei lavoratori e dei cittadini.

Per questo, oggi più che mai, sono necessarie una grande concretezza e una forte vigilanza sul risanamento ambientale. Con la chiusura delle fonti inquinanti e la conversione dell’industria compatibile.

Le ossessioni di Taranto sono la siderurgia, la depressione economica e il non contare nulla a Bari e Roma.

Mentre gli obiettivi sono la valorizzazione delle bellezze naturali, in modo che il turismo prenda il posto dell’industria inquinante. Bisogna poi aiutare le imprese ad assumere concedendo gli sgravi fiscali e aiuti economici.

Portiamo a Taranto lo sviluppo e il lavoro, senza sacrificare l’ambiente in nome di questi valori. E soprattutto, non deve esistere solo la siderurgia: occorre rilanciare le alternative nei traffici dell’area portuale, che attualmente è asservita alla grande industria; rilanciare i cantieri dell’Arsenale e ottenere forti interventi infrastrutturali indispensabili per i trasporti.

Poi c’è la grande partita dell’Università autonoma da Bari: il polo jonico sarà il volano di sviluppo, in tutte le facoltà, che oggi manca.

Il mio impegno è anche rivolto allo sviluppo del turismo: vorrei che rifiorisse sugli antichi splendori della Magna Grecia, delle bellezze naturali della costa e dell’entroterra. Tutto questo può costituire la leva strategica che oggi manca per lo sviluppo e l’occupazione. La sfida immediata è la valorizzazione del Mar Piccolo e dell’agriturismo dell’entroterra da mettere al centro della politica turistica.

Altro tema su cui dobbiamo combattere e vincere è che non dobbiamo accettare che i tarantini debbano curarsi lontano dalla città e dalla provincia. In modo da finirla con i “viaggi della speranza”. Occorre che i tarantini come me difendano la sanità a Taranto facendola potenziare e vincendo le pressioni delle altre province.

A tal fine occorre contare in Regione Puglia (#Tarantoconta) e far rispettare gli interessi della provincia di Taranto. Questa è la mia missione.

La nostra provincia deve necessariamente puntare a una grande stagione di riscatto, che deve nascere dal profondo delle coscienze dei cittadini.

Il mio impegno è rivolto a una preziosa risorsa perduta nel tempo:

il recupero dell’apporto attivo di tutti i cittadini alla causa comune. Voglio dare spazio alla Taranto capace che pure esiste, ma non è ascoltata.

Infatti l’altro impegno da mettere al centro dei programmi è la valorizzazione delle tante menti tarantine capaci e sottoutilizzate. Sono tante le professionalità di valore tra i nostri concittadini ma bisogna dare loro spazio e voce dove si decidono i destini di Taranto.

Per questo non solo io ma tutti dobbiamo metterci in gioco perché lo dobbiamo ai nostri figli.

È per tutto questo che mi metto in gioco e mi candido, soprattutto per far contare i diritti dei tarantini.”

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