SPACCIO IN ENOTECA, LOCALE CHIUSO PER 15 GIORNI

POLIZIA INTERVIENE ANCHE AL MERCATO TAMBURI CONTRO LE COZZE "ILLEGALI"

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Il personale della Divisione di Polizia Amministrativa e Sociale ha notificato al titolare di un’enoteca sita nel centro cittadino il provvedimento, a firma del Questore di Taranto massimo Gambino, di sospensione immediata della licenza per un periodo di 15 giorni.

La misura di polizia scaturisce dall’arresto compiuto dalla Squadra Volante e dai Falchi della Squadra Mobile di due giovani fratelli, uno dei quali titolare dell’enoteca, sul presupposto che avrebbero stabilito la loro attività di spaccio proprio all’interno di quell’esercizio commerciale.

Nel corso dell’operazione antidroga, i poliziotti hanno recuperato in una vetrina frigo della rivendita di vini, nascoste dietro alcune bottiglie d’acqua, alcune dosi di sostanza stupefacente preconfezionate e pronte per lo spaccio e la somma di 170 euro in contanti.

La sospensione della licenza è stata decisa anche in considerazione dei numerosi controlli effettuati dalle Forze dell’Ordine negli ultimi mesi che avrebbero rilevato le continue frequentazioni all’interno dei locali dell’enoteca da parte di persone gravate da numerosi pregiudizi penali potenziale pericolo per la sicurezza pubblica, ingenerando nella cittadinanza la percezione di insicurezza.

I colleghi del Commissariato Borgo, unitamente al personale dell’ASL di Taranto, durante i controlli effettuati presso il mercato rionale dei Tamburi, finalizzati a contrastare il dilagante fenomeno del commercio illegale di mitili potenzialmente dannosi per la salute dei consumatori, hanno notato, tra le tante bancarelle, un “banchetto improvvisato” intorno al quale vi erano tre uomini intenti a lavorare.

Gli investigatori hanno deciso di procedere ad un controllo ed hanno identificato il titolare il quale non è stato in grado di esibire alcuna documentazione relativa alla provenienza del prodotto ittico che si accingeva a vendere al mercato, mentre gli altri due uomini hanno dichiarato di essere semplici aiutanti.

I mitili rinvenuti, circa 60 kg, essendo privi di tracciabilità ed in cattivo stato di conservazione, sono stati sequestrati e distrutti a mezzo compattatore per ordine del Medico Veterinario dell’ASL, mentre il titolare del banchetto è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria competente perché ritenuto presunto responsabile del reato di commercio di sostanze alimentari nocive ed in cattivo stato di conservazione.

Si ribadisce che per l’indagato vige il principio della presunzione di innocenza sino a sentenza definitiva.

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