RAPINA IN UNA SALA SLOT A TARANTO: DUE ARRESTI

DECISIVE LE RIPRESE DELLE TELECAMERE E IL TRAFFICO TELEFONICO

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A seguito di attività di indagine svolta dagli agenti e della Polizia di Stato (Squadra Mobile – Sezione Falchi), è stata data esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Taranto,  Martino Rosati, su richiesta del pubblico ministero Giovanna Cannarile, nei confronti di due soggetti, entrambi residenti: a Taranto. Si tratta del 48enne Oreste De Palma e del 34enne Tommaso Pulpo
I due – riferisce una nota della Questura – sono stati individuati quali responsabili della rapina a mano armata consumata lo scorso 16 gennaio 2018 ai danni della sala slot “STAR X CASINO’”, sita in viale Magna Grecia, occasione in cui riuscirono ad impossessarsi di € 2.625,00.
La misura cautelare è stata emessa sulla base della ricostruzione operata per mezzo della visione di telecamere pubbliche e private, dei movimenti degli indagati, immediatamente precedenti e successivi alla consumazione del reato, nonché grazie all’analisi del traffico dei loro telefoni.
Alle prime luci dell’alba del 16 gennaio i due si portavano presso la sala slot a bordo di un’autovettura. Una volta giunti sul posto, e provvisoriamente separatisi, uno dei due soggetti guadagnava l’ingresso nel locale. Prima che la porta si richiudesse alle sue spalle, ritardava quel poco che avrebbe consentito al complice, nel frattempo travisatosi ed armatosi con una replica di pistola, di superare con uno scatto la prima porta, ancora aperta, e poi la seconda, che azionava l’interruttore di apertura.
Una volta all’interno della sala slot, uno dei due soggetti raggiungeva la zona della cassa e, sotto la minaccia dell’arma, si faceva consegnare la somma di € 2.625,00.
L’atteggiamento di uno dei due ha da subito destato sospetti. Lo stesso, trovandosi praticamente davanti alla porta spalancata, anziché fuggire, come avrebbe fatto qualunque avventore occasionale, seguiva il rapinatore verso la cassa, assistendo a tutte le fasi dell’azione delittuosa, fingendo peraltro, ma soltanto dopo, un malessere, tanto da aver anche chiesto ed ottenuto l’intervento del “118”.
La visione delle immagini presenti nell’isolato ha consentito di individuare l’auto e di seguirne i vari spostamenti, sia prima che dopo la rapina.
L’analisi dei tabulati ha poi confermato ulteriormente non solo la frequentazione dei due soggetti, ma soprattutto i contatti che vi erano stati tra i medesimi sia prima che dopo la rapina.
A ciò si aggiunga pure che subito dopo il fatto, gli agenti di polizia hanno effettuato una perquisizione presso l’abitazione di uno dei soggetti, constatandone l’assenza ma rinvenendo in un cassetto di un mobile della camera da letto una replica di una pistola, del tutto simile a quella impugnata dal rapinatore e raffigurata nelle immagini riprese dalle telecamere della sala.
All’esito delle formalità di rito, i due soggetti sono stati condotti presso la locale Casa Circondariale.

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