“MODIFICARE IL DECRETO SU ACCIAIERIE”

LA PRESA DI POSIZIONE DEI SINDACATI FIOM, UILM E USB DOPO LA PRIMA GIORNATA ROMANA

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Dopo il presidio a Roma della giornata di mercoledì i sindacati metalmeccanici tracciano un bilancio della prima giornata nella Capitale, in attesa della manifestazione del 19.

 Fiom, Uilm e Usb  hanno partecipato ad un sit in nei pressi di Palazzo Chigi con l’intento di essere ricevuti dai rappresentati delle istituzioni di Governo e consegnare l’esito della consultazione referendaria sottoposta al voto dei lavoratori dello stabilimento e un documento con le nostre rivendicazioni.
Il risultato del referendum indica inequivocabilmente come la pressoché totalità dei dipendenti sociali, di Ilva in As e degli appalti vuole assolutamente che ci sia un cambio immediato dell’attuale gestione societaria ed un autorevole intervento pubblico (attraverso l’ingresso in maggioranza dello Stato così come comunicato dal ministro Urso durante l’incontro del 17/11/22) per garantire la realizzazione di un adeguato piano ambientale, sanitario, produttivo ed occupazionale, ad oggi del tutto assente a causa della totale  inadempienza  e inaffidabilità di Arcelor Mittal.
Siamo stati convocati nel pomeriggio dal Presidente della commissione ambiente della camera insieme a tutti i parlamentari ionici, al presidente della Regione e alla delegazione di sindaci che hanno aderito alla nostra giornata di rivendicazione.
In quella sede, oltre appunto a rappresentare il volere dei lavoratori e dell’intera comunità che converge sul cambio immediato della governance, abbiamo ribadito che saremo in sciopero con i lavoratori sotto la sede del Mimit, in concomitanza dell’incontro convocato per  il prossimo 19 gennaio, e  ci aspettiamo dal governo, oltre che da tutte le commissioni parlamentari  che dovranno approvare il DL 02/2023, durante l’iter di conversione in legge, l’inserimento delle opportune modifiche (relative alla immediata ricapitalizzazione) che possano  permettere di venire incontro alle richieste congiunte rappresentate quest’oggi.
Il presidente della commissione, insieme ai  rappresentanti delle istituzioni parlamentari, ha ascoltato le nostre richieste, preso atto della documentazione consegnata e ha assunto l’impegno di rivolgere da subito le istanze al governo in vista dell’incontro succitato.
Il segnale oggi rappresentato è di totale discontinuità con un passato fatto di grandi divisioni rispetto ad un presente che ha bisogno che il mondo esterno ed interno alla fabbrica provi ad unirsi  per allontanare chi continua a prendersi gioco delle piaghe della nostra comunità.
Questa condizione è l’unica propedeutica alla discussione di un piano industriale (ad oggi inesistente) che, associato ad un progetto serio accompagnato dai relativi finanziamenti, possa garantire una vera transizione ecologica che coniughi ambiente, salute ed occupazione.

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