LIVIANO: “FEDELE A EMILIANO? NO SE NON AVRO’ RISPOSTE” (VIDEO)

Il consigliere regionale tarantino passa all'attacco e pone le condizioni

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Se la giunta regionale non procede, in tempi brevi, a finanziare e avviare i lavori per il piano strategico della legge regionale speciale per Taranto, a trovare, attraverso altri canali di finanziamento, i 21mila euro necessari per il Convegno di studi sulla Magna Grecia, a reinserire Taranto, così come previsto nella mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale, nel percorso delle vie Francigene, “non sarò in grado di assicurare la mia fedeltà, in Regione, alla maggioranza del presidente Emiliano”.

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Parole pesanti quelle del consigliere regionale Gianni Liviano (ex fedelissimo dello stesso Governatore, dal quale è stato disarcionato in avvio di legislatura come assessore per un “peccato veniale”) , parole che – sottolinea una nota stampa – sono la diretta conseguenza di quanto accaduto in questi giorni. A far traboccare il vaso è stata, infatti, la recente esclusione dell’Istituto superiore per la Magna Grecia dai finanziamenti per l’organizzazione del Convegno di studi, ormai divenuto una pietra miliare nel campo scientifico e rinomato a livello internazionale, nonché il silenzio della politica (“che non può ridursi ad un semplice tagliare nastri inaugurali”) e, in particolare, dell’amministrazione comunale di Taranto. Una situazione grave ma che può, comunque , essere recuperata  “percorrendo altre strade, individuando altre fonti di finanziamento se solo si vuole farlo “, ha ribadito il consigliere regionale tarantino nel corso di una conferenza stampa convocata nella mattinata di martedì.

Incontro con gli organi di informazione nel corso del quale Liviano ha riportato le cifre relative al  bando che ha visto l’esclusione dell’Istituto per la Magna Grecia.

“Volendo provare ad andare un po’ più in profondità ci accorgiamo, nell’analisi della graduatoria, che i progetti presentati sono complessivamente 131 (44 dalla provincia di Lecce e 40 dalla Provincia di Bari per un totale di 84 sul totale complessivo pari al 64%). Taranto e provincia hanno presentato complessivamente 9 progetti (ovvero il 6,87% del totale di 131). Quindi il primo dato  che rimbalza evidente – ha aggiunto Liviano – è che Taranto e provincia hanno presentato un numero di progetti molto basso. Questo conferma la tendenza del nostro territorio a non riuscire ad intercettare i fondi pubblici per una atavica scarsa capacità di autoimpresa. Per questa ragione, nella legge speciale per Taranto avevamo chiesto tra le azioni di primo intervento di trasferire sedi delle  agenzie regionali a Taranto (la Camera di commercio è pronta ad offrire i locali a costo zero): lo scopo evidente è quello di favorire rapporti di prossimità tra la nostra comunità e l’ente regione e di facilitare l’accesso ai bandi pubblici e ai fondi europei”.

Legge Taranto, ha ribadito Liviano, sulla quale occorre accelerare “trovando i finanziamenti e avviando i lavori per il piano strategico che prevede il coinvolgimento degli attori locali, delle associazioni, della città più in generale. Volontà che, al momento, non mi pare di vedere”.

Di qui la decisione, maturata in questi giorni, di prendere in seria considerazione l’appartenenza incondizionata alla maggioranza del presidente Emiliano. “Sono e resto fondamentalmente – ha detto il consigliere regionale – uomo culturalmente di centrosinistra. Ma prima di questa mia appartenenza viene quella al mio territorio, alla mia città. Per cui, se a breve tempo non vedo segnali concreto sulla legge Taranto, sul convegno di studi sulla Magna Grecia, sul reinserimento di Taranto nel percorso delle vie Francigene (non è una questione, quest’ultima, di campanile ma è la storia che lo dice) già dal prossimo Consiglio regionale comincerò a votare di provvedimento in provvedimento secondo la mia coscienza”.

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