LINO CONTE IN “EGIDIO IL SANTO DI TARANTO”: SPETTACOLO SULL’ALTARE

Una rappresentazione particolare, alla chiesa dei S. Medici per ripercorrere la vita del religioso venerato

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Torna in scena la Compagnia Teatrale Lino Conte con: EGIDIO IL SANTO DI TARANTO Ovvero: FRANCESCO IL FUNAIO. Domenica 23 alle ore 20.30

E’ questo il nuovo lavoro teatrale che la Compagnia, presenta, in prima assoluta, al pubblico, e lo fa in occasione dei festeggiamenti dei Santi Medici, organizzati dall’omonima parrocchia, in via Lago di Scanno 13 a Taranto. Lo spettacolo si terrà in chiesa, sull’altare, una scelta voluta proprio dal parroco, Don Sergio Vazzoler e accolta da Lino Conte che sta lavorando per rendere lo spettacolo ancora più suggestivo. Il testo, è stato scritto da Riccardo Rossano, Lino Conte ne ha tratto una riduzione teatrale. E’ un opera molto particolare che racconta la vita del nostro Santo tarantino, Sant’Egidio, un santo semplice ed umile, nato a Taranto, a Pendìo La Riccia, il 16 novembre del 1729, battezzato con i nomi: Francesco, Antonio, Domenico, Pasquale. Il padre, Cataldo Pontillo e la madre Grazia Procaccio, gente pia e molto religiosa, hanno contribuito moltissimo alla formazione umana e cristiana del nostro Egidio, risultata, infine, determinante per la vocazione. All’età di dieci anni, comincia a lavorare come funaio, stesso mestiere del padre, poi passa all’arte del felpaio. Famiglia, chiesa, lavoro, servizio al prossimo, fraterne e rispettose relazioni umane, questa era la vita che piaceva al giovane funaio. Infine, a 25 anni realizza il suo desiderio di diventare frate dell’Ordine degli Alcantarini, scelta non casuale, ma grazie ad un sogno che lo indirizzava verso quell’Ordine religioso.

Il testo teatrale ha “diviso” la vita di sant’Egidio in due parti: l’una a Taranto, gli anni della giovinezza; l’altra a Napoli, gli anni della maturità. Sant’Egidio, pur essendo una volta partito da Taranto e non più ritornato ha sempre amato la sua città. Da persona schiva qual era probabilmente gli sarebbe piaciuto mettere al centro la sua città piuttosto che la sua persona. O, almeno, ci è piaciuto pensarla così. Motivo per cui si è cercato di cogliere alcuni aspetti di una Taranto bella, della sua tradizione nei mestieri, nei detti, nel paesaggio. Una bellezza del passato. Chissà che, almeno per una parte, qualcosa possa ritornare nel presente.

Questi i protagonisti che interpretano i tanti personaggi: Sant’Egidio è interpretato rispettivamente da : Davide Peluso, nel ruolo di Egidio (Francesco) ragazzino; Michele Paciulli interpreta Egidio (Francesco) giovane; Lino Conte quello di Frate Egidio Maria di San Giuseppe, già anziano; Francesco Don Vito ricopre il ruolo di mastro Ciccio il funaio; Marisa Lopalco è Maria, la popolana nassara; Diego Allegretta e Damiano Solito gli operai funai; Mary Spedicato interpreta il ruolo di Grazia, madre di Egidio (Francesco); Onofrio La Gioia, Lino Basile e Marina Circelli interpretano il ruolo di napoletani della borghesia; Gaetano Scudieri è frate Giuseppe; Dino Vozza è un venditore di frutta. I ruoli dei testimoni del processo per la canonizzazione, sono: Nando Lo Pio, Valeria Conte, Angela Solito. La voce fuori campo è di Aldo Salamino.

La regia di Lino Conte. Assistente di scena, Antonello Conte. Foto di scena Cosimo Pignatelli.

Appuntamento a domenica 23 settembre, nella chiesa dei S. Medici, in via Lago di Scanno 13. Inizio spettacolo ore 20,30 – INGRESSO LIBERO

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