LA CITTA’ VECCHIA ALLA CONQUISTA DEL LENS CULTURE AWARD

Tra i concorrenti anche il tarantino Francesco Festa

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La Città Vecchia di Taranto alla conquista della Francia. E chissà, forse del mondo grazie al Lens Culture Award. Si tratta di un contest internazionale di fotografia: tra i concorrenti, stavolta, ci sarà un giovane tarantino/napoletano Francesco Festa, che porterà alla ribalta mondiale le tradizioni della nostra Isola. 27 anni, allenatore di calcio nelle formazioni giovanili, Festa ama la sua Taranto e adora la fotografia. Cattura con l’obiettivo ciò che lo colpisce: natura, città e folclore.
I social network sono una vetrina fondamentale per condividere questa passione: Instagram è stato il “gancio” adatto per partecipare al concorso.
“Sono stato contattato – racconta – dallo staff di Lens Culture per la sezione del Black and White Photography Awards tramite e-mail. Hanno reputato interessante il mio profilo. Quando mi hanno chiesto di partecipare al concorso, sono rimasto sorpreso, tant’è che all’inizio non ci ho dato peso, poi ho accettato. Perché non cogliere quest’occasione?”
“Lens Culture Award – Black and White Photography Awards” è un concorso fotografico internazionale organizzato, ogni anno, dalla redazione del Lens Culture Magazine. La sede del concorso è a Parigi.
L’obiettivo è la scoperta di nuovi talenti e il premio vanta una giuria di livello eccelso che comprende Lesley Martin (direttrice creativa), Jessica Dimson (vice direttrice della fotografia), Louise Fedotov- Clements (direttrice) e Andreas Müller-Pohle (editore). Occorre partecipare con cinque fotografie dal tema libero, rigorosamente in bianco e nero.
I lavori dei vincitori verranno esposti ad aprile del prossimo anno alla Caelum Gallery di Chelsea, a New York.
“La mia Taranto, viva e autentica, deve avere la sua opportunità – spiega Francesco – . Parteciperò con cinque foto che raccontano la Città Vecchia e la storica chiesa di San Domenico, la sua bellezza architettonica e i suoi riti, in particolare quelli del Giovedì Santo”.
L’idea è stata solo di Francesco, che è un devoto confratello dell’Addolorata. Si è consultato con il padre spirituale Don Emanuele Ferro e il commissario arcivescovile Giancarlo Roberti che lo hanno appoggiato sin da subito e credono in questa possibilità.
“Le tradizioni tarantine sono uniche ed inimitabili – chiarisce Francesco – non hanno bisogno di essere pubblicizzate. Vanno solo comprese, con il cuore”. (Maria D’Urso)

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