GUGLIOTTI SAREBBE STATO SPIATO

TRE UOMINI INDAGATI DALLA PROCURA DI TARANTO: AVREBBERO DIVULGATO FILMATI PRIVATI DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA

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Una vicenda inquietante, che promette sviluppi nelle prossime ore. Tre persone avrebbero spiato nel proprio privato il presidente della provincia di Taranto e primo cittadino di Castellaneta, Giovanni Gugliotti, filmandolo assieme ad una donna in un b&b di Gioia del Colle con microcamere e poi avrebbero ceduto a terzi le immagini senza alcuna autorizzazione. Avrebbero creato anche falsi profili sul web divulgando notizie diffamatorie. La vicenda, pubblicata dal quotidiano Taranto Buonasera, risale allo scorso mese di giugno, ed è finita, come riporta la testata, sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Taranto in seguito alle numerose denunce presentate dallo stesso Gugliotti. Così, dopo aver acquisito gli elementi necessari e identificato i presunti responsabili, un ex consigliere comunale di Castellaneta, un imprenditore e un maresciallo dei carabinieri forestali , il procuratore aggiunto della Procura di Taranto Maurizio Carbone e i sostituti procuratori Antonio Natale e Marco Colascilla Narducci hanno disposto con urgenza una perquisizione domiciliare nei loro confronti e il sequestro dei rispettivi telefonini, computer e di altri supporti informatici nella loro disponibilità contenenti le immagini acquisite illegalmente.

I tre – si legge – dovranno rispondere anche di aver ceduto le immagini e, creando falsi profili, di aver diffuso notizie offensive e lesive della dignità e dell’onore della persona, nel caso di specie Gugliotti.

I reati contestati sarebbero quelli di acquisizione indebita di immagini e notizie, alla cessione altrettanto indebita delle immagini a terzi, alla diffamazione via web. Tutti reati commessi in concorso.

Questa la risposta ufficiale del presidente Gugliotti:

Negli ultimi mesi, sono stato vittima di tanti atti vili – alcuni sono quotidianamente sotto gli occhi di tutti – che tante sofferenze stanno ancora provocando a me ed a tutta la mia famiglia.

Proprio per difendere i miei affetti più cari, non ho esitato a richiedere l’intervento della Procura della Repubblica.

In ogni caso, voglio precisare che il percorso amministrativo prosegue, più intensamente che mai, con l’obiettivo di avviare tutte le opere in cantiere e soddisfare, quindi, gli impegni presi con la comunità.

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