Fantastica Mente – La violenza nei confronti delle “professioni” d’aiuto

. Come individuarla, prevenirla e difendersi. La pandemia e l’aumento del rischio aggressioni. L’importanza dei fattori psicologici correlati alla violenza.

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di SILVIA RUGGIERO

I professionisti che si adoperano per aiutare gli altri (medici, infermieri, soccorritori, assistenti sociali, psicologi etc.) sono categorie a rischio di aggressioni o atti violenti.
Le cronache riportano spesso di atti lesivi rivolti a tali tipologie di operatori.
Diverse sono le ragioni che contribuiscono ad elevare tale rischio specifico.
Principalmente perché sono esposti ad un contatto diretto e continuo con utenti che per struttura di personalità o per fattori esterni sono più aggressivi o violenti della media della popolazione.
Inoltre i “professionisti dell’aiuto” tendono ad essere più concentrati sui bisogni altrui che sui propri e quindi spesso si tutelano poco, a vantaggio della difesa dell’altro, visto più come “soggetto debole” e non come potenziale pericolo per sé.
Altro fattore da tenere in considerazione è il contesto in cui si opera: spesso privo di strumenti adeguati, a partire dalle scarse risorse economiche fino a una formazione spesso carente dal punto di vista dei fattori psicologici correlati a tale tema.
Questo insieme di fattori di rischio incide significativamente sulla possibilità reale di trovarsi in situazioni di pericolo e pertanto è indispensabile investire energie e risorse per ridurre il verificarsi di atti concreti che possano minare la salute e il benessere psicofisico di tali operatori.
Occorre lavorare su un sistema di prevenzione che possa aiutare le categorie a rischio ad individuare i pericoli specifici relativi alla loro attività. Solo se individuiamo i pericoli possiamo prevenirli o possiamo difenderci se le attività di prevenzione non sono state poste in essere o se non sono state sufficienti.
Chi sono gli utenti a cui prestiamo aiuto e soccorso? Come possiamo individuare velocemente quelli che tendono ad avere un comportamento violento? Come possiamo evitare di entrare in confitto con loro? Come possiamo ridurre la loro carica aggressiva? Che stile relazionale possiamo adottare con le varie tipologie di utenti per ridurre il rischio di aggressione?
Queste alcune domande a cui una preparazione psicologica specifica può rispondere.
In questo periodo di maggiore difficoltà complessiva dovuta anche alla pandemia in corso e alle conseguenze negative della stessa sull’equilibrio psicofisico di tutti noi, i rischi legati alle aggressioni potrebbero moltiplicarsi. È dovere di tutti porre la giusta attenzione alla tutela di chi opera in prima linea.

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