CORTE ASSISE RESPINGE DISSEQUESTRO IMPIANTI EX ILVA

LA DECISIONE E' ARRIVATA NEL PRIMO POMERIGGIO

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La Corte d’Assise di Taranto, giudice Stefania D’Errico, a latere Fulvia Misserini, ha respinto la richiesta di dissequestro degli impianti ex Ilva presentata dai legali di Ilva in As Filippo Dinacci e Angelo Loreto.

La decisione segue alla pronuncia di segno negativo della Procura di Taranto dello scorso 16 maggio, che aveva valore di “parere”.

Ora i legali avranno dieci giorni di tempo per impugnare il provvedimento al Tribunale del Riesame. La stessa Corte a fine maggio dello scorso anno, con la sentenza del processo “Ambiente Svenduto”, aveva disposto la confisca degli impianti su richiesta dei pubblici ministeri. Qualora anche il ricorso al Tribunale del Riesame desse esito sfavorevole per Ilva in amministrazione straordinaria, a quel punto la battaglia potrebbe spostarsi in Corte di Cassazione. La stessa confisca degli impianti, peraltro, scatterebbe solo dopo il giudizio della Suprema Corte trattandosi attualmente di sentenza di primo grado.

Il sequestro degli impianti, che l’Assise ha confermato, riguarda tutta l’area a caldo della fabbrica. È la parte più importante del siderurgico in quanto comprende parchi minerali, agglomerato, gestione rottami ferrosi, altiforni, acciaierie. Il sequestro è stato disposto a luglio 2012 dall’allora gip Patrizia Todisco nell’ambito dell’inchiesta “Ambiente Svenduto” ed era senza facoltà d’uso per l’azienda. Si è in seguito addivenuti alla facoltà d’uso e gli impianti di Taranto sono ormai da dieci anni in questo stato.

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