Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Taranto, dottoressa Eugenia Pontassuglia, ha chiesto il rinvio a giudizio del dirigente della polizia locale del Comune di Taranto Michele Matichecchia e di Manlio Bozzo nell’ambito di un’inchiesta relativa a una procedura comparativa interna del Comune di Taranto per la copertura di quattro posti di ufficiale della Polizia Locale, riservata al personale dipendente a tempo indeterminato.
Secondo la ricostruzione accusatoria contenuta nella richiesta di rinvio a giudizio, la vicenda riguarda la selezione avviata nell’ambito del piano delle assunzioni 2021-2023, nella quale Bozzo si sarebbe classificato in posizione utile. Al centro degli accertamenti vi sarebbe la documentazione relativa ad alcuni incarichi indicati tra i titoli di servizio per ottenere un punteggio utile al superamento della procedura.
A Matichecchia, all’epoca dirigente del Corpo di Polizia Locale di Taranto, viene contestato, in concorso con Bozzo, di avere formato successivamente alla data dell’autocertificazione un decreto con il quale sarebbero stati attestati incarichi e responsabilità procedimentali attribuiti a Bozzo. Il documento, secondo l’ipotesi della Procura, sarebbe stato utilizzato nell’ambito della contestazione amministrativa della selezione, avviata dopo l’iniziativa di una concorrente.
A Bozzo viene inoltre contestato di avere dichiarato, nella domanda di partecipazione del 6 dicembre 2021, il possesso di specifici incarichi relativi alla formazione del personale sulle tecniche operative di polizia, all’uso dello spray al peperoncino, alla formazione per il maneggio delle armi e ai controlli sugli impianti pubblicitari e sui cantieri stradali. Secondo l’accusa, tali dichiarazioni sarebbero state false. Le contestazioni comprendono, tra gli altri, i reati di falsità ideologica e materiale e le violazioni previste dal D.P.R. 445/2000.
Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Taranto ha fissato l’udienza preliminare per il 21 dicembre 2026, alle ore 9.30, presso il Palazzo di Giustizia di Taranto.
La richiesta di rinvio a giudizio non costituisce una dichiarazione di colpevolezza. Le contestazioni dovranno essere valutate nelle sedi giudiziarie competenti e, fino a un’eventuale condanna definitiva, per entrambi gli imputati resta ferma la presunzione di innocenza.

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