Avrebbero spogliato i beni della società in liquidazione giudiziale “arrecando un pregiudizio ai creditori” con lo scopo di “separare cartolarmente i destini delle due aziende”, mantenendoli invece nella disponibilità della neonata società. Sarebbe stato questo il presunto disegno criminoso scoperchiato dagli investigatori del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Taranto che ha scaturito un’indagine nei confronti di 7 persone fisiche e una società, nel mirino dei militari per bancarotta fraudolenta, occultamento di scritture contabili, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte e autoriciclaggio.
Il tutto, secondo gli investigatori, sarebbe avvenuto sotto la direzione occulta di Michele Ciaccia, indagato anche per l’utilizzo di un apparecchio telefonico durante la sua detenzione in carcere. Al centro dell’inchiesta vi sarebbero i ruoli di due società, la “Starfish s.r.l.” e la “Matildefish s.r.l.”. Ormai in liquidazione giudiziale, la prima avrebbe sottoscritto contratti per la locazione del ramo d’azienda in favore della seconda per cifre ritenute troppo basse rispetto all’incidenza del fatturato da parte degli inquirenti. Le indagini avrebbero appurato la spoliazione dei beni della “Starfish s.r.l.” mediante il trasferimento degli stessi in Romania e con l’acquisto da parte di una fantomatica società lombarda, risultata poi inesistente.
Trasferimenti che, stando a quanto emerso nell’attività di indagine, non sarebbero mai avvenuti ma che avrebbero avuto lo scopo di “separare cartolarmente i destini delle due aziende controllate dai Ciaccia” . I beni, dunque, sarebbero rimasti nella disponibilità della “Matildefish s.r.l.”, ovvero la prosecuzione della “Starfish s.r.l.”. Un quadro in cui avrebbero giocato un ruolo anche prestanomi e imprenditori occulti.
Per tali ragioni, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Taranto Gabriele Antonaci ha disposto il sequestro dei beni riconducibili ai presunti profitti illeciti per un valore di un milione e duecentomila euro, rigettando la richiesta di applicazione delle misure cautelari personali per assenza dei presupposti necessari.

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