CHIARA GEMMA ADERISCE A “ORANGE THE WORLD”

L'EUROPARLAMENTARE PARTECIPA ALLA CAMPAGNA ONU

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Anche l’europarlamentare Chiara Gemma aderisce alla campagna “orange the world” (tingi il mondo di arancione) invocando una maggiore tutela dei diritti delle donne. Alla campagna, promossa dall’ONU, ha partecipato simbolicamente anche il Parlamento Europeo, illuminando gli edifici di arancione. <<Nella società dell’informazione non si può considerare violenza esclusivamente il gesto estremo che spesso ha esiti fatali. Dobbiamo prestare maggiore attenzione agli abusi che scaturiscono nella violenza psicologica, che scavano nella donna, privandola della sua sicurezza e inibendo la sua capacità decisionale>>. Con queste parole l’eurodeputata commenta i dati relativi ai femminicidi registrati nel 2022 in Italia, ben 104. L’impennata dei casi, dovuta in parte anche all’obbligo di risiedere nelle quattro mura domestiche, a causa del dilagare della pandemia, ha portato in superficie un fenomeno sommerso, che coinvolge donne, ma anche bambini. <<Nell’85% dei casi – precisa Chiara Gemma – le vittime non avevano denunciato. In questo complesso quadro bisogna portare il focus anche sui bambini che, di riflesso, vivono e subiscono le violenze delle madri.7 L’agenzia educativa primaria è la scuola che ha il compito di instillare sin dall’infanzia la propensione alla cura verso l’altro. Troppo spesso assistiamo ad atti di bullismo che riverberano poi nell’adulto. Si inizia da piccoli>>. L’incoraggiamento dell’eurodeputata è al contempo un monito ad imparare dagli errori per non perseverare. Un esempio perché questa giornata generi azioni pratiche di “educazione alla cura dell’altro”? <<Osservare il nostro linguaggio che è il nostro primo biglietto da visita ed epurarlo da esternazioni apparentemente innocue. Una buona pratica quotidiana è quella di eliminare frasi ed espressioni che, pur appartenendo al nostro gergo, devono essere sradicate. Definire un bambino “sciupafemmine” quasi fosse un talento, scatena due reazioni: da una parte il bambino crescerà individuando in questa modalità una forma di virilità, dall’altra si contribuisce a creare scompensi nella società, in quanto il corrispettivo femminile non esiste ironicamente, ma si configura come un’offesa, per usare un eufemismo. La donna sarebbe tacciata come una poco di buono. I termini che facciamo nostri ci definiscono>>. L’invito di Chiara Gemma è universale e si applica ai più svariati contesti. Nella giornata mondiale sui diritti umani, il suo pensiero corre alle donne in Iran. <<Solidarietà massima perché quella che è sfociata in una guerra sui loro diritti possa portare ad un reale cambiamento verso la civiltà senza originare ulteriori tragedie>>.

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