Associazioni Taranto, “La città ora non sia più terra di sacrificio”

Comitati uniti contro nuovi impianti e servitù ambientali

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Associazioni, comitati, cittadini e lavoratori lanciano l’iniziativa “Ora definisci Taranto” e chiedono “un cambiamento radicale” nelle scelte che riguardano il territorio, denunciando una condizione di “sacrificio permanente” per la città.
Nel documento diffuso oggi i promotori sostengono che “Taranto non può continuare a essere il simbolo dei diritti negati”, chiedendo una visione unitaria delle principali vertenze ambientali e industriali che interessano il territorio, dall’ex Ilva agli altri impianti produttivi, fino ai nuovi progetti come dissalatore, rigassificatore e impianti per il trattamento dei rifiuti.
“Taranto non chiede compassione: pretende giustizia, responsabilità, trasparenza e partecipazione”, affermano i firmatari, secondo i quali “la partecipazione dei cittadini deve essere una condizione indispensabile per ogni scelta che riguarda il territorio”. Nel documento vengono inoltre rilanciate le richieste di maggiori tutele per i lavoratori, con il riconoscimento dell’esposizione all’amianto, misure di prepensionamento e l’applicazione delle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo.
I promotori sostengono che “bonificare, decontaminare e mettere in sicurezza le aree compromesse significa anche creare lavoro” e rivendicano un modello di sviluppo fondato sulla tutela dell’ambiente, del patrimonio storico e del paesaggio.
Le associazioni – tra queste Genitori Tarantini, Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, Rete Difesa Fiume Tara, LMO – Sindacato di Base, Comitato Donne e Futuro per Taranto Libera e Peacelink – hanno convocato una conferenza stampa per lunedì 14 luglio, alle ore 10, all’angolo tra via Dante e via Aristosseno, per illustrare nel dettaglio le proposte e le iniziative sul futuro della città.

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