ACCIAIERIE D’ITALIA, INTERVENTO FINANZIARIO DEL GOVERNO

MORSELLI: "ABBIAMO FATTO INVESTIMENTI, MANCA IL CIRCOLANTE". BENAGLIA: "SI INVESTA SU LAVORO E DIMINUZIONE CASSA"

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Acciaierie d’Italia è “un’azienda sana ma ha destinato tutte le risorse e la ricchezza generata agli investimenti, che non abbiamo mai smesso di fare e che continuiamo a fare. Investimenti per il piano ambientale che significa il nostro futuro. La carenza è quella del circolante, che non nasce adesso ma c’è da due anni. Quindi siamo limitati nell’acquisto delle materie prime e della produzione via via da monte a valle”. Lo ha detto nel vertice sull’ex Ilva in corso al Mise l’amministratore delegato Lucia Morselli. Lo riferiscono ad AGI fonti presenti al vertice. “Quest’anno – ha detto Morselli – spenderemo 400 milioni in investimenti. Impegno preso anche con il Ministero del Lavoro che ha concesso parallelamente flessibilità sul lavoro”. “Noi vogliamo un’azienda con un futuro e per averla serve finanza visto il costo dell’energia – ha sostenuto l’ad di Acciaierie d’Italia -. Se non rispettassimo gli impegni di investimento, il futuro non lo avremmo. Impegni significa il miliardo e duecento milioni investiti tra ambiente e sviluppi tecnici effettuati a fine 2022”.

Ferie e cassa integrazione nell’ex Ilva sono state verificate tutte e finora non ci sono stati rilievi. Lo ha dichiarato l’ad di Acciaierie d’Italia, Lucia Morselli, rispondendo al segretario generale Fim Cisl, Roberto Benaglia. Lo apprende AGI da fonti presenti al vertice in corso al Mise col Governo. Chiarendo poi i rapporti societari all’interno di Acciaierie d’Italia, Morselli – riferiscono le fonti – ha spiegato che AM, società di Mittal, ad oggi ha versato 1,8 miliardi e Invitalia 400 milioni e questo spiega perché Mittal è in maggioranza. Poi, ha aggiunto Morselli, ci sono anche altri impegni da parte di AM, non meno importanti e anche dirimenti nella situazione attuale. Come, ad esempio – ha sottolineato l’ad – la garanzia per 300 milioni di AM per il gas, firmata dalla stessa AM tre giorni fa. “Senza questa, avremmo dovuto ridurre al minimo la produzione ad un livello solo per proteggere gli impianti” ha specificato Morselli.

“Noi non siamo per la chiusura dell’area a caldo. È il cuore del sistema azienda e vitale per Genova, Novi e diversi altri siti produttivi di Acciaierie d’Italia. Stiamo cercando risorse finanziarie perché l’area a caldo vada al massimo, ovviamente nel rispetto dei vincoli ambientali”. Lo ha detto l’ad di Acciaierie d’Italia, Lucia Morselli, nel vertice in corso al Mise sull’ex Ilva rispondendo al segretario generale Uilm, Rocco Palombella.

“Ci sono state istituzioni che due anni fa ne hanno chiesto la chiusura per decreto, ma noi abbiamo combattuto fino al Consiglio di Stato che ci ha dato ragione perché in linea con le prescrizioni ambientali. Noi vogliamo che l’area a caldo esprima il suo massimo potenziale”, ha concluso.

Nel vertice in corso al Mise sull’ex Ilva, il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha affermato che, rispetto all’ultimo incontro del 23 giugno, si è dato corso all’impegno sui controlli da realizzare relativamente all’uso della cassa integrazione straordinaria da parte dell’azienda. I sindacati hanno lamentato un’anomalia nella gestione degli ammortizzatori sociali, nonché un loro elevato utilizzo. Fonti sindacali spiegano che Orlando ha riferito al vertice che sono state fatte ispezioni a partire dal 12 luglio nei siti Taranto, Genova, Novi Ligure Il 27 luglio l’Ispettorato lavoro – ha chiarito il ministro – ha ricevuto il rendiconto ed ora è al vaglio per approfondimenti. Circa l’intervento del ministro Giancarlo Giorgetti, le stesse fonti spiegano che il decreto legge di domani conterrà delle norme che potranno essere applicate all’ex Ilva, considerato che è un asset strategico nazionale. Giorgetti, aggiungono le fonti, ha parlato di disponibilità ad un impegno finanziario significativo con garanzia dello Stato per Acciaierie d’Italia, sufficiente fino a che le condizioni di contesto tornino in una relativa normalità. Le fonti sindacali spiegano ad AGI che il ministro Giorgetti ha dichiarato che “avevamo un compito a casa da fare e credo che entro domani lo adempiremo. La norma è in una fase di limatura”. “Auspichiamo che l’intervento possa essere assecondato dal socio ArcelorMittal”, ha detto ancora Giorgetti riferendosi alla partner privato di maggioranza in Acciaierie d’Italia. Evidenziato infine nel vertice che il ritardo nell’acquisto delle materie prime a Taranto, causa la crisi finanziaria della società, comporta un arresto produzione anche nei siti di Genova e Novi Ligure. (

“Capisco che ci sia preoccupazione per la poca chiarezza dell’intervento del Governo, ma ora siamo in un regime nuovo di esercizio dei poteri. Ci sono le condizioni per realizzare un intervento e sarà un intervento che determina la liquidità necessaria”. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, nel vertice in corso al Mise a proposito dell’iniziativa che domani il Governo assumerà per Acciaierie d’Italia (ex Ilva) sul fronte della liquidità, che in questo momento è un grosso problema per l’azienda. Lo riferiscono ad AGI fonti presenti al tavolo del Mise. Per Orlando, “non sarà un intervento soggetto a approvazioni di terzi, sarà un intervento sostanziale e solido. Lo dico avendo contezza delle ipotesi sul tavolo di cui si sta discutendo. C’è poi una data certa che è domani. O domani o mai più, e quindi ci sarà”, ha concluso il ministro.

“Se il Governo tira fuori i soldi molto bene, ma devono essere spesi per far lavorare e far diminuire la cassa integrazione”. Lo ha detto a Roberto Benaglia, segretario generale Fim Cisl, all’uscita dal Mise dopo il vertice su Acciaierie d’Italia, ex Ilva, con i ministri Giorgetti e Orlando  e l’azienda.

“Il Governo – ha detto Benaglia – è venuto annunciando un provvedimento che dovrà essere inserito nel decreto Aiuti Bis, un provvedimento che ci dicono importante,  sufficiente e serio per risolvere la partita della liquidità. Sarebbe stato molto meglio che il Governo fosse venuto con cose più concrete”.

Noi abbiamo detto al Governo – ha proseguito Benaglia – che la situazione non la si può abbandonare alla campagna elettorale e passare il cerino al prossimo Governo. C’è assolutamente bisogno che il provvedimento di domani faccia cambiare la situazione, sia un giro di boa e permetta all’azienda di riprendere la marciabilità degli impianti in sicurezza, senza incidenti e riprendere l’attività produttiva che oggi sta scemando”. “Abbiamo chiesto al Governo non di aggiornarci quando avrà tempo – ha sostenuto Benaglia -, ma di premere sulla gestione aziendale e di monitorare molto nella ripresa post feriale su come si può andare avanti. In queste settimane la situazione del siderurgico di Taranto non ha fatto altro che degradare ed abbiamo segnalato nettamente il serio rischio, la serietà e la gravità della situazione. Non c’è solo un disagio dei lavoratori ma il più importante polo di Europa è lasciato all’abbandono. L’azienda si giustifica che non ha risorse per lavorare ma questo – ha concluso il leader della Fim Cisl – non fa altro che peggiorare la situazione”. (AGI)

LA REAZIONE DELL’USB

Gravissimo per il Governo arrivare agli sgoccioli senza ancora nulla di nuovo, con una pesantissima crisi di liquidità ed il rischio di uno tzunami nell’appalto.  Dal 31 luglio sono decine i lavoratori  dell’appalto che non hanno avuto il rinnovo del loro contratto per la riduzione dell’attività. Avvertiamo infatti molto vicino il pericolo di disordini sociali che si è concretizzato nell’estate 2012. Siamo in attesa di conoscere domani il DL Aiuti bis, anche per comprendere  i dettagli di questo versamento, vista la comunicazione a dir poco essenziale fatta, in sede di incontro ministeriale, dal ministro Giorgetti.
Tutto questo probabilmente con la peggiore gestione delle fabbriche dell’ultimo decennio. Se dovessimo riportare su un grafico la situazione dal luglio 2012 ad oggi, ci accorgeremmo che questo è il  momento in cui alla produzione più bassa corrisponde il numero maggiore di cassintegrati. E proprio sul costante ricorso agli ammortizzatori sociali, nonostante l’ad Morselli dica che tutto va bene, ricordiamo che sono in corso indagini della Procura sull’utilizzo spropositato e distorto della cassa integrazione, che viene addirittura usata come strumento punitivo nei confronti dei lavoratori.
Dal tavolo romano quindi nessuna risposta sui vari temi: nulla sui cassintegrati ex Ilva in Amministrazione Straordinaria, come non è stata detta una parola per i lavoratori diretti e per quelli dell’appalto, e ancora per l’applicazione dell’accordo di programma a Genova, sottoscritto ormai da diversi anni.
Ci riserviamo di esprimere un commento più compiuto e circostanziato, dopo aver letto la norma prevista all’interno del Dl Aiuti bis.


Franco Rizzo coordinamento nazionale Usb Acciaierie d’Italia

 

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