Una tromba d’aria ha colpito le campagne di Ginosa, in provincia di Taranto, sradicando ettari di vigneti e danneggiando i tendoni utilizzati per la coltivazione dell’uva. È uno degli effetti più pesanti dell’ondata di maltempo che ha interessato diverse aree della Puglia, con nubifragi improvvisi e forti raffiche di vento che hanno messo in difficoltà le aziende agricole.
A segnalare i danni è Coldiretti Puglia, che ha avviato una raccolta delle segnalazioni attraverso i propri tecnici per procedere alle verifiche direttamente nelle campagne e valutare le conseguenze degli eventi meteorologici sulle produzioni.
Particolarmente critica la situazione nel territorio di Ginosa, dove la violenza del vento ha investito le strutture dei vigneti, compromettendo intere superfici coltivate. L’entità economica complessiva dei danni è ancora in fase di accertamento.
Nubifragi e vento forte, l’allarme per le campagne
Oltre ai danni provocati dalle raffiche, preoccupano le conseguenze delle precipitazioni particolarmente intense, concentrate in intervalli di tempo limitati. Secondo Coldiretti, questi fenomeni possono provocare ristagni d’acqua, ruscellamenti superficiali ed erosione dei terreni, riducendo la capacità del suolo di assorbire le precipitazioni.
Una situazione che rischia di creare ulteriori problemi alle aziende agricole, soprattutto nelle aree già esposte a fenomeni di dissesto e perdita di fertilità. “La pioggia utile è quella che cade con regolarità e viene trattenuta dal terreno, non quella che in poche ore mette in difficoltà aziende agricole, cittadini e infrastrutture”, sottolinea l’organizzazione.
L’associazione richiama quindi l’attenzione sulla differenza tra precipitazioni distribuite nel tempo, necessarie alle coltivazioni, e nubifragi violenti, che possono provocare danni anche quando apportano quantitativi significativi d’acqua.
Taranto, consumati quasi 24mila ettari di suolo
L’ondata di maltempo riporta al centro anche la questione della fragilità del territorio pugliese. Coldiretti evidenzia come il consumo di suolo e l’abbandono delle aree rurali possano aggravare gli effetti degli eventi meteorologici estremi, compromettendo la capacità dei terreni di trattenere l’acqua e aumentando l’esposizione ai fenomeni erosivi.
Secondo i dati richiamati dall’organizzazione, nella provincia di Taranto risultano consumati 23.747 ettari di suolo, a fronte di un totale regionale di circa 160mila ettari. Un dato che evidenzia la progressiva trasformazione del territorio e la riduzione delle superfici naturali e agricole in grado di contribuire all’equilibrio idrogeologico.
La perdita di terreno permeabile può infatti favorire lo scorrimento superficiale dell’acqua durante le precipitazioni più intense, aumentando le difficoltà di gestione delle piogge.
Coldiretti: “Difendere la terra fertile e le produzioni agricole”
L’organizzazione agricola inserisce quanto accaduto a Ginosa in un quadro più ampio di trasformazione del territorio nazionale. Secondo le stime citate da Coldiretti, negli ultimi cinquant’anni in Italia sarebbe scomparso quasi un terreno agricolo su tre, con una riduzione del 30% della superficie agricola utilizzabile.
L’associazione sollecita quindi maggiore attenzione alla protezione del patrimonio agricolo, considerato una risorsa indispensabile non soltanto per le imprese, ma anche per la sicurezza del territorio e la tenuta economica delle comunità rurali.
La tutela della terra fertile, secondo Coldiretti, deve accompagnarsi a interventi di prevenzione e manutenzione capaci di ridurre la vulnerabilità delle campagne agli eventi meteorologici più violenti.
Intanto, nel Tarantino, prosegue la raccolta delle segnalazioni per ricostruire l’estensione dei danni provocati dalla tromba d’aria e dai nubifragi. Le verifiche sul campo serviranno a definire con maggiore precisione le conseguenze dell’ondata di maltempo sulle aziende agricole e sulle coltivazioni colpite.

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