COLLINETTE ECOLOGICHE, LA QUALITA’ DELL’ARIA NON E’ PEGGIORATA

La rilevazione di Arpa Puglia riferita al Prefetto Bellomo

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(AGI) – Taranto, 26 giu. – La qualità dell’aria nella zona delle collinette ecologiche Ilva nel rione Tamburi di Taranto sequestrate dalla Procura per inquinamento non è peggiorata. I valori sono rimasti quelli accertati ad aprile, cioè al di sotto della soglia fissati dalla norma in materia. Lo hanno detto i rappresentanti di Arpa Puglia nel vertice svoltosi oggi, convocato dal prefetto di Taranto, Antonella Bellomo, presente anche il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci. A seguito delle analisi fatte sul top soil, cioè sullo strato superficiale delle collinette, analisi che hanno fatto emergere un superamento della concentrazione della soglia di contaminazione per una serie di una inquinanti, a partire dalla diossina, oggi l’Arpa ha chiesto che siano effettuati dei carotaggi sulle collinette. Questo per vedere meglio la situazione dell’inquinamento e quale profondità ha toccato. I carotaggi saranno effettuati a cura dell’amministrazione straordinaria di Ilva essendo di quest’ultima la competenza delle collinette ecologiche, compresa la loro messa in sicurezza e bonifica. Le parti si sono aggiornate in Prefettura il 9 luglio. Il vertice di ieri è stato chiesto dal sindaco al prefetto per fare un punto di situazione dopo che l’Arpa ha diffuso i dati delle ultime analisi, quelle appunto che hanno certificato il superamento. Aspetto, questo, motivato dall’Arpa col fatto che le collinette sono lì dagli anni ‘70, cioè da quando le fece costruire l’Italsider di Stato per creare una barriera, una specie di filtro, tra acciaieria e l’insediamento abitativo del rione Tamburi. Essendo quindi trascorsi alcuni decenni, è più che normale, ha già evidenziato Arpa, che gli inquinanti si siano depositati in modo massiccio sul terreno superficiale delle collinette. Che la Procura di Taranto ha fatto sequestrare a febbraio scorso proprio perché un accertamento dei Carabinieri del Noe e di Arpa Puglia ha riscontrato che di ecologico le collinette non avevano assolutamente nulla, essendo vere e proprie discariche a cielo aperto. Di qui la successiva ordinanza del sindaco di Taranto che ha disposto la chiusura delle due scuole attigue, Deledda e De Carolis, trasferendo in altri istituti del rione Tamburi i 700 alunni che le frequentavano. La chiusura delle due scuole il sindaco Melucci prima l’ha disposta per 30 giorni, poi, alla scadenza, l’ha prorogata con nuova ordinanza sino alla fine dell’anno scolastico. Il sindaco ha chiesto al prefetto di convocare il tavolo odierno perché la Prefettura, a marzo scorso, aveva già coordinato un tavolo di lavoro specifico sul problema delle collinette del quartiere Tamburi invitando a parteciparvi tutti i soggetti interessati. Giorni fa, appreso dei nuovi valori degli inquinanti, i genitori dei bambini e dei ragazzi che frequentano le due scuole chiuse, hanno effettuato una protesta consistita nell’occupazione dei locali della scuola Vico, dove gli alunni della Deledda e De Carolis sono stati temporaneamente trasferiti anche ricorrendo ai doppi turni. L’occupazione della Vico è stata poi tolta per consentire gli scrutini di fine anno. I genitori hanno anche protestato a Palazzo di città mentre era in corso una seduta di Consiglio comunale causandone l’interruzione. (AGI)

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