CASSAZIONE: ALTRO NO PER DISSEQUESTRO AFO 1 EX ILVA

LA PRONUNCIA DELLA QUARTA SEZIONE

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L’altoforno 1 di Acciaierie d’Italia resta sotto sequestro. La quarta sezione della Corte di Cassazione, presieduta da Donatella Ferranti, ha respinto il ricorso presentato dal gruppo siderurgico che era seguito a ben tre no: due pronunciati dalla Procura di Taranto e uno arrivato dal gip del Tribunale jonico, Mariano Robertiello, il 12 febbraio 2026.
Il verdetto è arrivato il giorno dopo l’udienza che ha esaminato il caso: le motivazioni saranno rese note fra trenta giorni e solo allora Acciaierie d’Italia deciderà le prossime mosse.
Il sequestro era stato disposto dalla magistratura di Taranto senza facoltà d’uso 24 ore dopo dopo il grave incendio del 7 maggio 2025, che aveva coinvolto una delle tubiere dell’impianto.
Acciaierie d’Italia si era appellata alla Cassazione ritenendo il mantenimento del sequestro dell’altoforno 1 illegittimo poiché contrario ai principi di proporzionalità, adeguatezza e gradualità della misura cautelare.
Dopo la decisione della Cassazione diventa impossibile per l’ex Ilva ripristinare un assetto di marcia regolare con dei altiforni a disposizione.
Afo 1 resta bloccato, il 2 è l’unico attualmente in marcia, il 4 si avvia alla conclusione dei lavori di manutenzione ma la sua riaccensione non sarebbe ancora stata programmata.
L’ennesimo stop rende ancora piu’ importante l’incontro romano di lunedì 15 giugno tra Governo e sindacati, che si terrà alle 18 presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Il nuovo stop all’Afo 1 costituisce un ulteriore punto interrogativo sulla procedura di vendita dell’azienda avviata da tempo, che vede per ora in campo i gruppi Flacks e Jindal.

LA REAZIONE DEL MINISTRO URSO

“Io penso che anche il potere
giudiziario sia consapevole che un sequestro probatorio che dura
da oltre un anno è un’anomalia. E credo che sia altrettanto
consapevole che questo sequestro così lungo, peraltro perdura,
ha già arrecato danni all’azienda per oltre 2 miliardi di euro”.
Lo ha detto a Manduria, il ministro e delle Imprese, Adolfo
Urso , a margine del Forum in Masseria, commentando la decisione
della Corte di Cassazione che ha depositato il dispositivo che
rigetta il ricorso di Ilva e quindi mantiene il sequestro
dell’Altoforno 1 a Taranto. “Gli investitori hanno percepito che
•⁠ ⁠ha aggiunto – vi è un contesto che vuole la chiusura dello
stabilimento”. Sul coinvolgimento dello Stato nella gestione,
Urso ha riferito che “lo stato non è l’unico attore. In Italia
vi è un potere giudiziario che ha dato un segnale molto chiaro
sullo stabilimento. Ci sono gli enti locali che ci hanno dato
sempre segnali in questa direzione. Lo Stato non può essere
l’unico attore responsabile”.

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