“Come ha detto il presidente di Confindustria Emanuele Orsini e confermato dal presidente di Federacciai Antonio Gozzi ci sono le condizioni per realizzare una cordata italiana, promossa dal sistema industriale italiano, per fare una proposta che consenta consenta il salvataggio della produzione siderurgica e il rilancio degli stabilimenti dell’Ilva. Questo si aggiungerà alla proposta che Jindal ha deciso di aggiornare tenendo conto della sentenza”.
Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso al question time alla Camera. “Durante il Tavolo Taranto, convocato questa mattina, – ha aggiunto – sono state presentati 17 progetti per investimenti complessivi di oltre 2 miliardi, con una diversificazione settoriale su almeno 8 settori, con una prospettiva occupazionale grande e rilevante”.
“La gara, secondo le procedure europee e internazionali, così come è stata concepita, è una gara in cui ciascuno può comunque presentare una manifestazione di interesse anche durante il negoziato, purché sia migliorativa rispetto a quelle che sono in atto. Quindi, ove vi fosse un’altra ipotesi come quella che sembra prefigurarsi dalle dichiarazioni del presidente di Confindustria Orsini e del presidente di Federacciai Gozzi potrebbe essere presa in considerazione insieme alle altre che sono già nelle procedure negoziali”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso durante il question time alla Camera, riguardo il futuro dell’Ex Ilva.
Il ministro ha specificato che “è ovvio che le procedure negoziali devono tenere conto della sentenza. Quindi una cosa è certa gli altiforni, l’area a caldo non potranno più essere riattivati. Rimarranno in Europa gli altri 22 stabilimenti in Germania, in Francia piuttosto che in negli altri Paesi europei, che continueranno a produrre con gli altiforni secondo le regole europee che evidentemente sono diverse da q
LA VOCE DI FEDERACCIAI
“Abbiamo ascoltato il governo e preso atto della nuova situazione determinata dalla sentenza della Corte d’Appello di Milano. In questo contesto, ci siamo impegnati a esaminare il dossier e a verificare se sussistano le condizioni e le possibilità per promuovere una cordata di operatori siderurgici italiani finalizzata al rilancio degli impianti non interessati dal blocco disposto dalla sentenza. Consideriamo questa disponibilità all’analisi un atto di responsabilità nei confronti delle migliaia di lavoratori il cui futuro è oggi a rischio”. Lo ha detto il presidente di Federacciai Antonio Gozzi al termine del tavolo ex Ilva con gli industriali al Mimit.
“Auspichiamo – ha aggiunto – che qualora si concretizzassero le condizioni per un nostro coinvolgimento, esso possa tradursi in un impegno condiviso dell’intero Sistema Italia, con l’obiettivo di salvaguardare l’intera filiera della trasformazione dell’acciaio e di rafforzare l’autonomia strategica del Paese”.
PARLA ORSINI (CONFINDUSTRIA)
L’incontro con gli industriali al Mimit è stato “serio e proficuo”, ha detto il presidente di Confindustria Emanuele Orsini parlando con i giornalisti al termine del tavolo. “Viste le nuove condizioni legate allo stabilimento dell’ex Ilva – ha spiegato – si aprono le condizioni per valutare una cordata italiana che abbia a cuore l’industria di base del Paese. Oltre alle persone ci sono filiere importantissime di prodotti dietro all’Ilva”.
“Venendo a mancare la parte a caldo dell’ex Ilva cambia ovviamente l’oggetto e quindi sono contento che ci sia questa apertura e possibilità in tempi rapidi di poter dare delle risposte da parte dei nostri accaieri”, ha detto Orsini, ribadendo che “per noi mantenere l’industria di base nel Paese, quindi abbiamo bisogno di salvaguardare l’industria italiana”. Orsini ha poi proseguito spiegando che “questa nuova capacità di parte dei nostri imprenditori di valutare velocemente, in modo serio, questa probabile opportunità, sono contento perché è quello che vogliamo soprattutto per l’Italia”.

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