Pubblichiamo di seguito l’opinione del senatore Mario Turco sulla situazione relativa all’autorizzazione integrata ambientale per la ex Ilva.
Di fronte all’ennesima condanna inflitta a Taranto dal Governo Meloni, il M5S continua a mobilitarsi a difesa dei cittadini e del territorio, con una visione politica che mette al centro la salute, l’ambiente, la tutela del lavoro e, soprattutto, la riconversione economica, sociale e culturale della città. Lo scorso 21 settembre, il Gruppo Territoriale M5S Taranto ha organizzato un banchetto informativo e di raccolta firme per sostenere il ricorso contro la nuova Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) concessa allo stabilimento ex Ilva. L’iniziativa ha registrato un’ampia partecipazione, a conferma di una battaglia che il Movimento porta avanti da anni insieme a cittadini e associazioni. Un ringraziamento va a tutti i nostri attivisti che hanno raccolto contro l’AIA oltre 12 mila firme e promosso una raccolta fondi destinata alle Associazioni impegnate a sostenere il ricorso. Il rinnovo dell’AIA voluto dal Governo Meloni rappresenta un passo indietro: autorizza altri dodici anni di produzione a carbone, la riaccensione di quattro altoforni e persino un inceneritore destinato a bruciare oltre 50 mila tonnellate di plastiche. Decisioni che avranno conseguenze devastanti sul piano sanitario e ambientale, come segnalato anche dall’Istituto Superiore di Sanità. Restano inoltre irrisolti i nodi più gravi: la gestione delle emissioni di polveri sottili, diossine e benzo(a)pirene – già oggi oltre i limiti di legge e oggetto di condanne della Corte di Giustizia europea – e l’assenza di una valutazione di impatto sanitario, nonostante Taranto presenti da anni tassi di tumori e malattie respiratorie superiori alla media nazionale.
Lo stabilimento, classificato tra i siti industriali a più alto rischio d’Europa, non introduce alcuno standard più rigoroso di sicurezza e prevenzione: oltre 700 prescrizioni restano sulla carta, così come molte delle precedenti. Per questo ho presentato un’interrogazione parlamentare e un’istanza di accesso agli atti per verificare il rispetto delle garanzie finanziarie collegate all’AIA, necessarie a coprire i rischi ambientali e sanitari e a garantire il ripristino dei luoghi in caso di chiusura. Questo è l’unico modo per evitare che Taranto diventi una “seconda Bagnoli”. Intanto, continuano a mancare veri investimenti sulla riconversione ecologica del territorio. Si persevera in un modello industriale fallimentare che, dopo anni di commissariamenti e oltre 1,7 miliardi di euro spesi dal Ministero delle Imprese guidato da Urso, non ha prodotto alcun beneficio concreto per la salute, l’ambiente o l’economia locale. Taranto attende ancora la realizzazione dei progetti avviati dal Governo Conte II per oltre 1 miliardo di euro e la piena utilizzazione degli 800 milioni del Just Transition Fund: risorse che devono finanziare la riconversione e non sostenere la sopravvivenza di un’acciaieria a carbone senza futuro. Il ricorso contro l’AIA non è soltanto un atto giuridico, ma uno strumento indispensabile per difendere diritti costituzionali fondamentali: salute, ambiente e lavoro dignitoso. Taranto deve imboccare la strada di un nuovo modello di sviluppo fondato sulla giustizia ambientale e sociale, abbandonando definitivamente il fossile e gli errori del passato. Il prossimo 3 ottobre, grazie all’iniziativa della consigliera comunale M5S Annagrazia Angolano, la mozione sul ricorso approderà in Consiglio Comunale: per la prima volta tutte le forze politiche locali saranno chiamate a prendere posizione, alla luce del sole e davanti ai cittadini. Nello stesso giorno, alle ore 14.30, il Movimento 5 Stelle organizzerà un’assemblea pubblica sotto Palazzo di Città, aperta a tutta la cittadinanza. Sarà un momento di verità: i tarantini devono sapere chi difende davvero il futuro della città e chi, invece, continua a coprire scelte che condannano le nuove generazioni a vivere in un territorio avvelenato e senza prospettive. Prima di allora, i nostri attivisti e simpatizzanti saranno nuovamente in piazza domenica 28 settembre, dalle ore 10.00 alle 13.00, con un banchetto dedicato alla raccolta firme contro l’AIA e per sostenere la causa palestinese contro il genocidio a Gaza. Invitiamo tutti i cittadini a partecipare.
Sen. Mario Turco – Vicepresidente nazionale e responsabile del Comitato Economia, Lavoro e Impresa del M5S


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