Dopo la conferenza stampa dell’amministratore unico di Kyma Ambiente Gaetano Nacci, si registra la risposta dell’ex presidente Alfredo Spalluto che pubblichiamo integralmente.
Mio malgrado, sono costretto a intervenire nella polemica sollevata dall’attuale Amministratore unico di Kyma Ambiente in una recente conferenza stampa, con toni poco consoni a un tecnico, da cui ci si aspetterebbe la sobrietà come stile naturale invece siamo di fronte ad una ricerca del microfono per rappresentare la scena e dar vita ad una polemica che avrebbe dovuto evitare.
Ho guidato Kyma Ambiente per soli dieci mesi, con professionalità e in piena condivisione con il Sindaco. Infatti tutte le principali decisioni del Consiglio di amministrazione da me presieduto sono state condivise con il Sindaco, che ringrazio per la costante attenzione prestata al mio operato, nel superiore interesse dei cittadini.
Quindi, se l’attuale Amministratore ha dubbi sulla gestione di quei dieci mesi, può rivolgersi al Sindaco: il mio Consiglio di amministrazione ha condiviso con lui tutte le scelte, compresa l’approvazione del bilancio e delle sue poste.
Al contrario, il fatto che l’Amministratore si sia rivolto a un notaio senza che il Sindaco ne fosse informato ha certamente leso il necessario rapporto di fiducia che ci deve essere con il Comune. E qualcuno deve prenderne atto.
Colpisce poi che, in una conferenza stampa “con i pugni sul tavolo”, non si sia detto nulla sulle consulenze da egli conferite nei primi tre mesi della sua gestione a Professionisti non di Taranto. Secondo quanto risulta, superano complessivamente i 500 mila euro circa; su di esse il Collegio Sindacale ha chiesto spiegazioni, e il Comune non ne era stato preventivamente informato eppure vige anche la funzione del controllo analogo.
A seguito di detta conferenza stampa si commentano vicende raccontate a metà e senza contraddittorio. Sulle poste di bilancio tornerò in modo puntuale quando saranno noti i pareri degli organi di controllo, il Collegio Sindacale e la Società di Revisione, che a oggi non conosco.
Resta il dato che da un tecnico alla guida dell’azienda tutti si sarebbero aspettati un miglioramento del servizio in città che di fatto non c’è stato!!!
1. Il termovalorizzatore
Per chi non è addetto ai lavori chiarisco che il valore dell’impianto dipende soprattutto dalle autorizzazioni di cui gode, perché molte società private sono interessate ad impianti di tale tipologia dotati di titolo autorizzativo. Chi, come l’attuale Amministratore, ha esperienza con le Aziende del settore (come si evince dal suo C.V.) lo sa bene.
È stato detto alla stampa che sull’autorizzazione «si è dormito». Non ha dormito nessuno.
Kyma Ambiente aveva presentato la richiesta di rinnovo prima della scadenza e, per legge, da quel momento l’autorizzazione resta valida in regime di proroga (tutt’ora) fino alla conclusione dell’iter amministrativo volto al rilascio del nuovo Titolo autorizzativo.
Nell’ottobre 2025, appena insediato, il Consiglio di amministrazione che ho presieduto ha ripreso l’istruttoria su indicazione del Comune, proseguendo la valutazione delle proposte pervenute di investimento privato da realizzare in finanza di progetto. Ne è seguito un lavoro intenso, preparatorio alla domanda, documentato da un intenso carteggio registrato al protocollo aziendale e richiamato nella nota inviata alla Regione il 06 luglio con la mia firma.
Il mio Consiglio ha, inoltre, incaricato un perito per aggiornare il valore dell’asset impiantistico costituito dal termovalorizzazione, deferrizzatore e compostaggio. Anche questo era lavoro preparatorio alla trasmissione conclusiva in Regione della documentazione progettuale, che senza le mie dimissioni sarebbe stata presentata con largo anticipo rispetto alla data ultima fissata dalla regione al 15 settembre.
La perizia indica tre ipotesi di valore per il termovalorizzatore, a seconda delle condizioni dei rifiuti trattati:
• ipotesi 1: 2,2 milioni di euro;
• ipotesi 2, 23 milioni di euro;
• ipotesi 3: 40,5 milioni di euro riferita alla proposta redatta dall’Ing. Nacci.
Per la consulenza sul completamento della domanda di AIA, avevo previsto un compenso professionale inferiore a 10 mila euro. L’attuale Amministratore ne ha invece sostenuti 100 mila, ai quali si aggiungeranno le consulenze per gli studi ambientali ed economici- finanziari necessari ad ultimare la proposta da lui redatta per ulteriori pesanti costi che graveranno sull’azienda.
E’ accaduto che nel mese di Agosto l’azienda Itelyum ha fatto pervenire una proposta conforme all’attuale piano dei rifiuti, perché sottraeva i rifiuti urbani dal trattamento: tuttavia Nacci, senza un preventivo confronto con il Comune, senza considerare il valore additivo dell’autorizzazione amministrativa (che da sola vale molto più dell’impianto cui accede), ha ritenuto questa proposta non “interessante” ed ha preferito svalutare il Termovalorizzatore a circa 2 milioni .
L’Amministratore Nacci ha deciso, senza coinvolgere il Comune, di svalutare il termovalorizzatore a circa 2,2 milioni, secondo l’ipotesi 1, che nessuno ha approvato!!!
Ricordo che il bilancio deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale della società (artt. 2423 e 2426 del Codice civile): una sottovalutazione di
questa entità lo altera quanto una sopravvalutazione. Sottostimare un bene aziendale che si intende cedere solleva anche questioni di legittimità.
Quanto alla «gara al rialzo», non è vero che il valore di partenza sia irrilevante. Infatti, il valore iscritto in bilancio orienta il prezzo finale di aggiudicazione e condiziona la stima che ne fa l’acquirente.
l’intenzione di Nacci che potrebbe aver manifestato in conferenza stampa, di vendere i beni aziendali. A questo punto occorre ricordare a Nacci che i beni strumentali nella disponibilità di Kyma sono beni di proprietà del Comune, vincolati alla gestione del servizio dei rifiuti urbani, e in quanto tali non sono “vendibili”, neanche nell’ambito di una procedura concorsuale. Ma anche ove mai per assurdo fosse possibile l’alienazione a terzi di detti beni, bisogna ricordare a Nacci che l’unico soggetto deputato ad autorizzare la vendita di beni di proprietà comunale è il Consiglio comunale, che, a quanto mi consta, non è mai stato interpellato sul punto!
Peraltro è evidente che Nacci non abbia ben chiaro che la sottostima in questione comporterebbe una perdita stimata in 50 milioni di euro, che andrebbe a impattare sul bilancio comunale , con gravi conseguenze dal punto di vista dell’equilibrio economico finanziario dell’Ente civico.
2. L’impianto di Pasquinelli e i canoni del conduttore Daniele Ambiente
Le dichiarazioni rese su questo punto non corrispondono al vero. Già il 15 gennaio 2026 Kyma Ambiente, sotto la mia presidenza, ha trasmesso al Gestore le fatture del canone relative al periodo dal 16 ottobre 2024 al 31 ottobre 2025.
L’attuale Amministratore ha però omesso di spiegare che il contratto prevede anche, a carico di Kyma, il pagamento del servizio di conferimento e su questo con il gestore è sorto un contenzioso, sempre condotto alla presenza dei rappresentanti della Giunta. Per questo, il 26 febbraio 2026 ho incaricato l’avv. Morelli di esaminare il contratto, recuperare le somme e individuare le soluzioni per definire il rapporto.
A oggi non mi risulta che l’attuale Amministratore sia riuscito ad incassare un solo euro dal gestore!!! Risulta invece che i lavoratori dell’impianto abbiano manifestato in Consiglio comunale, perché non vedono alcuna prospettiva per il prosieguo del loro lavoro.
3. L’incendio all’impianto di compostaggio: In conferenza stampa si è detto che, dopo l’incendio, il personale rimasto inattivo non è stato spostato. Intanto il fermo è durato sei mesi e non dieci!!!!
Il 12 settembre 2025 l’impianto è stato colpito da un incendio per autocombustione. Il personale è stato quindi riorganizzato: gestione delle ferie, ricollocazione in attività di supporto amministrativo, lavori di sistemazione, pulizia e riparazione dei danni, custodia in sicurezza del materiale ancora presente, manutenzione dell’impianto e progressivo ripristino delle condizioni operative e di sicurezza.
4. La chiusura dell’impianto di compostaggio
Apprendiamo dalla stampa che l’Amministratore ha chiuso unilateralmente l’impianto di compostaggio perché in perdita. Chiudere un impianto, però, ne riduce anche il valore. E i costi del personale, se redistribuiti in altre attività dell’azienda, non si risparmiano: vengono solo spostati su altri settori !
In quell’impianto, inoltre, Kyma conferiva l’organico prodotto dal comune di Taranto e ne rivendeva il prodotto. Con la chiusura lo sta conferendo a impianti privati di Laterza, con maggiori costi di conferimento, circa 200 mila euro l’anno, oltre a carburante, usura dei mezzi e personale sottratto al servizio in città.
5. I crediti INPS
Nei fatti Nacci ha attribuito condotte gravi ma non veritiere non al Cda ma proprio all’Amministrazione comunale in carica . Ma ciò che ha detto non corrisponde alla realtà dei fatti.
Ritengo importante che il Consiglio comunale esamini con attenzione le informazioni disponibili, le decisioni adottate e le loro possibili ricadute sul bilancio e sul futuro dell’azienda. Ed è tempo che seguano provvedimenti conseguenziali.
Più che di polvere sotto il tappeto, si è trattato di fumo negli occhi.
Dr. Alfredo Spalluto
già Presidente del Consiglio di Amministrazione di Kyma Ambiente
attualmente Consigliere Comune di Taranto

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