EX ILVA, SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI

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Mentre proseguono i blocchi stradali dei lavoratori ex Ilva, giungono una serie di messaggi di solidarietà

Il Partito Socialista Italiano è accanto ai lavoratori che non possono più aspettare

​La situazione dello stabilimento di Taranto continua a peggiorare e la mancanza di una direzione chiara sta mettendo a rischio non solo la produzione, ma anche la serenità di migliaia di lavoratori che da anni garantiscono la continuità dell’impianto nonostante condizioni sempre più difficili.

​È arrivato il momento di dire basta all’incertezza. Non si può andare avanti tra annunci, rinvii e tavoli che non portano risultati concreti. I lavoratori e l’intera comunità di Taranto meritano risposte immediate sul futuro dello stabilimento, sui livelli produttivi e sugli investimenti indispensabili per garantire sicurezza, manutenzione e tenuta degli impianti.

​Senza un Piano Industriale serio, che sia al contempo un Piano di Decarbonizzazione e Riconversione Tecnologica, non c’è futuro. Servono scelte nette:

​Interventi reali e immediati per la messa in sicurezza e l’ambientalizzazione di tutte le aree e degli impianti.

​Investimenti programmati e certi per il passaggio a tecnologie di produzione dell’acciaio a basso impatto ambientale, garantendo il rispetto rigoroso dei limiti emissivi.

​Una visione che metta Taranto al centro della strategia industriale nazionale, coniugando Lavoro, Salute e Ambiente senza più accettare un ricatto tra questi diritti fondamentali.

​Continuare a rimandare significherebbe solo aggravare la crisi e scaricare, ancora una volta, tutto sul mondo del lavoro e sulla salute dei cittadini.

​In questo momento delicato, chiediamo al Governo e alla gestione aziendale di assumersi pienamente le proprie responsabilità. I lavoratori hanno già dato, e continuano a dare, prova di professionalità e senso del dovere. Ora è il turno di chi decide. Occorre agire subito per garantire, ​Occupazione, Sicurezza e Salute dei lavoratori e dei cittadini, ​Continuità produttiva, Piena transizione ecologica e ambientale.

​Taranto non può essere lasciata sola. La città e i suoi lavoratori hanno diritto a un percorso chiaro, trasparente e strutturato che garantisca la bonifica del territorio e la sostenibilità ambientale. Nessuno può permettersi di giocare sul loro futuro.

SIAMO STATI, SIAMO E SAREMO CON I LAVORATORI. SEMPRE.

​La Segreteria Provinciale del PSI Taranto

 

Ex Ilva, Rifondazione: “Governo si assuma le sue responsabilità. Solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori”       
A Taranto a Genova a Novi Ligure le lavoratrici e i lavoratori di Acciaierie d’Italia ex Ilva hanno dato al governo la risposta che merita. I blocchi, lo sciopero, i cortei i presidi hanno messo in chiaro che non accettano risposte che non garantiscano l’occupazione e la riconversione ecologica delle produzioni. Siamo e saremo al loro fianco e ne condividiamo la scelta della radicalità nelle forme di lotta. Non c’è altra via per impedire che la grande industria italiana dell’ acciaio si avvii verso la definitiva chiusura o il suo deciso ridimensionamento. È dal 2012 che indichiamo come unica soluzione capace di tenere insieme il diritto alla salute e il diritto al lavoro la necessaria riconversione ecologica, l’intervento diretto dello stato e la nazionalizzazione di Acciaierie d’Italia. Ora è più che mai chiaro che questa è l’ unica risposta possibile. Il governo non può sfuggire alle sue responsabilità. Avanti con lo sciopero e i blocchi. Piena solidarietà.
Paolo Benvegnu’ responsabile nazionale lavoro Rifondazione Comunista.
Gianni Ferretti segretario federazione di Genova
Valentina Basta segretaria circolo Taranto. Stefanella Ravazzi segretaria federazione Alessandria
Partito della Rifondazione Comunista
Federazione di Taranto

 

Disillusione e amarezza per la mancanza di risposte sull’ex Ilva

Casartigiani Puglia chiede l’istituzione urgente di un tavolo di confronto, presso il Mimit, che coinvolga anche le associazioni di categoria delle imprese per chiarire quale sia il progetto reale per il futuro dell’ex stabilimento siderurgico.

La Federazione esprime forte preoccupazione per l’incertezza che grava sui lavoratori e sulle centinaia di imprese dell’indotto e dell’autotrasporto, già duramente colpite dalle decurtazioni subite nel 2015 e nel 2023, quando furono riconosciuti solo parte dei crediti loro spettanti. La rappresentanza degli artigiani pugliesi denuncia da tempo un progressivo impoverimento del tessuto economico e sociale che non riguarda solo l’indotto, ma anche i dipendenti diretti di Acciaierie d’Italia nei siti di Taranto e Genova. Si tratta, sottolinea la Federazione, di una crisi senza precedenti, che tutte le istituzioni e gli attori politici devono affrontare con tempestività e responsabilità.

Il Partito Democratico di Taranto esprime pieno sostegno. Così Massimo Serio, Presidente provinciale del Pd di Taranto
“Il piano illustrato dal Ministro Urso è, purtroppo, corto di respiro nel senso più drammatico del termine: non offre un percorso industriale credibile, non assicura continuità produttiva e non mette al centro il destino dei lavoratori”, dichiara il Presidente provinciale del PD Taranto, Massimo Serio. “È l’ennesimo annuncio senza visione strategica per il più grande impianto siderurgico d’Europa. Di fronte a una crisi così profonda servono soluzioni strutturali, non interventi tampone”.“Il PD di Taranto – prosegue Serio – chiede pertanto il ritiro immediato del Piano nella sua formulazione attuale e la convocazione urgente di un tavolo a Palazzo Chigi che ponga al centro la tutela dei lavoratori, la sicurezza sanitaria, il rilancio produttivo e la sostenibilità ambientale del sito. Non è accettabile che la fabbrica sia per l’ennesima volta ostaggio di scelte rinviate o di decisioni insufficienti. Non è più ammissibile continuare a prendere in giro lavoratori, associazioni e sindacati”.

Da qui l’appello al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso ella stessa premier: “Occorre superare l’attuale immobilismo e assumere una responsabilità politica chiara verso un polo strategico nazionale. Ritardi e rinvii non possono diventare una strategia: rischiano di condurre lo stabilimento a un punto di non ritorno”.

Infine, una domanda alle forze di centrodestra: “Dov’è il contributo delle forze politiche di maggioranza sul territorio? In una fase così delicata, il silenzio dei rappresentanti locali dei partiti di Governo appare inspiegabile e preoccupante. Oggi non sono ammesse le  ambiguità:  o si è al fianco dei lavoratori e della città, oppure si accetta lo stallo. Il Partito Democratico ha scelto da che parte stare e continuerà a battersi per una soluzione seria, sostenibile e capace di garantire il futuro di Taranto” conclude Serio.

 

Nota dei segretari generali di FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL, UIL TRASPORTI E UILTUCS

La vertenza ex ILVA non è una semplice vertenza di lavoro. E’ il tracollo di un fallimento soprattutto dello Stato, che non solo rinnega l’identità manifatturiera e industriale dell’Italia, ma lascia i suoi cittadini soli, senza risposte e in balia della peggiore catastrofe sociale, produttiva, occupazionale ed epidemiologica. In questa situazione le circa 3mila famiglie che trovano sostentamento nel settore degli appalti multiservizi dell’acciaieria sono il fronte più esposto e vulnerabile di questa tragedia, quelli che cadranno per primi, insieme alle loro aziende, quelli per cui non esistono ammortizzatori sociali degni di questo nome.

E’ una battaglia che ci vede tutti coinvolti e pertanto di fronte a questo abisso di incertezza e disoccupazione, come organizzazioni sindacali FILCAMS, FISASCAT, UILTRASPORTI e UILTUCS che rappresentano questa platea di lavoratrici e lavoratori esprimiamo tutta la nostra profonda, totale e incondizionata solidarietà alle coraggiose azioni di lotta intraprese già da ieri dalle lavoratrici, dai lavoratori e dai sindacati metalmeccanici.

Questa non è una vertenza settoriale, ma un conflitto ad armi impari in cui è tutta la città a rischiare la non sopravvivenza.

Siamo tutti uniti sotto la stessa, insopportabile minaccia. Se il Governo centrale rimarrà sordo, ignorando le richieste di incontro immediato e persistendo nel mantenere in piedi il disastroso piano definito di “ciclo corto”, la risposta sarà ferma e unitaria.

Nelle prossime ore, i lavoratori e le lavoratrici dei servizi delle pulizie civili e industriali scenderanno in campo, fianco a fianco ai lavoratori metalmeccanici. La lotta proseguirà con determinazione, perché non accetteremo che il futuro di migliaia di persone venga sacrificato sull’altare dell’inerzia e della non assunzione di responsabilità.

In questo momento cruciale, l’unità del territorio è l’unica via. Questa vertenza ci riguarda tutti, e la nostra posizione è inequivocabile. Ogni posto di lavoro deve essere difeso strenuamente, perché il lavoro è libertà e autodeterminazione di ogni singolo cittadino.

 

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