“Il decreto approvato dal governo non soddisfa in pieno le misure che abbiamo chiesto con chiarezza: per questo la mobilitazione continua”. Lo affermano Fim, Fiom, Uilm e Usb di Taranto contestando in una nota unitaria il provvedimento sull’ex Ilva. Nella terza giornata consecutiva di sciopero, confermano per domani una nuova iniziativa a Bari, davanti alla Presidenza della Regione Puglia. I lavoratori partiranno da Taranto alle 7.15 con i pullman organizzati dai sindacati per incontrare il presidente Antonio Decaro.
Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri prevede la Cigs in deroga per i lavoratori dell’appalto, misura necessaria a scongiurare i licenziamenti collettivi, ma secondo le organizzazioni sindacali non affronta le altre richieste. “Pretendiamo strumenti straordinari per i lavoratori, così come resta centrale il tema dell’intervento pubblico e della transizione del processo di decarbonizzazione”, affermano Fim, Fiom, Uilm e Usb.
Al presidente della Regione sarà chiesto di condividere un documento unitario che impegni le istituzioni a sostenere la piattaforma rivendicativa presentata al Governo. “È indispensabile che la Regione Puglia, insieme a Comune e Provincia, assuma un ruolo attivo e politico, non solo di ascolto. Serve un impegno chiaro, scritto, condiviso per percorrerlo insieme”, sottolineano i sindacati. La richiesta è anche quella di una convocazione urgente a Palazzo Chigi. “Non possiamo accettare – proseguono – che la vertenza venga gestita con decreti che ignorano completamente le questioni fondamentali: la tutela dei lavoratori, la sicurezza degli impianti, la transizione ecologica e il ruolo pubblico nella governance industriale”.
La mobilitazione, assicurano le organizzazioni, proseguirà fino all’arrivo di risposte concrete da parte del governo.

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