LIZZANO, UFFICIO POSTE IN UN CONTAINER. PROTESTA LA CGIL

A CAUSA DI LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE

Mentre la terza ondata di calore della stagione attraversa tutta l’Italia e riporta, soprattutto le regioni del Sud, sotto la morsa della canicola africana, a Lizzano in provincia di Taranto, la fila per ritirare una raccomandata, inviare un pacco o prelevare i soldi della pensione, si fa sotto il sole.

La denuncia è della CGIL tramite il sindacato dei lavoratori delle telecomunicazioni SLC e dei pensionati SPI.

Da febbraio, infatti, il locale ufficio postale sarebbe stato chiuso per lavori di bonifiche e ristrutturazione, e così tutti i servizi (lavoratori compresi) sarebbero stati trasferiti all’interno di un container.

Una soluzione temporanea che però non avrebbe preso in considerazione il fatto che i cittadini, in particolar modo pensionati, sarebbero stati da lì in poi esposti alle intemperie, compresa l’aria rovente che in questi giorni sta facendo impennare i termometri fino a valori eccezionali di 40 gradi.

“Pur comprendendo la necessità degli interventi di ammodernamento della struttura, non possiamo non evidenziare come l’attuale soluzione organizzativa adottata, consistente nell’utilizzo di una struttura temporanea di tipo container, risulti inadeguata ad assicurare condizioni dignitose e sicure di accesso ai servizi postali per l’intera cittadinanza – dicono Tiziana Ronsisvalle, Paolo Peluso e Katia Coppola, rispettivamente segretari generali di SLC CGIL e SPI CGIL e componente della segreteria territoriale della SLC – La struttura, infatti, non dispone di spazi adeguati per accogliere l’utenza, non garantisce aree di attesa protette, non prevede un sistema di gestione delle code mediante ticket elimina-code e risulta priva di sedute e di adeguati punti di sosta. Tale situazione determina quotidianamente lunghe attese all’esterno della struttura, con particolare disagio per anziane e anziani, donne, bambini, persone con disabilità e soggetti portatori di fragilità”.

Un privato cittadino nelle scorse settimane provò anche a creare un piccolo riparo dal sole all’esterno con l’installazione di un gazebo amovibile, ma per tutta risposta al gesto corrispose la minaccia di una denuncia.

Così nel pieno della settimana più calda di quest’estate, la CGIL prova intervenire su più fronti. Scrivendo al Comune di Lizzano, a Poste Italiane e al Prefetto di Taranto per chiedere l’apertura di un confronto urgente per individuare risposte immediate e per evitare che tale pratica si ripeti per altri uffici postali soggetti a bonifiche e provando a dare riparo dal sole almeno per un giorno.

Domani mattina, 15 luglio, a partire dalle ore 10.00 sarà proprio la CGIL a installare davanti all’ufficio postale di Lizzano, un gazebo frangisole.

“Provvisti di regolari permessi saremo per tutta la mattinata davanti al container adibito ad ufficio postale perché è proprio lì che abbiamo deciso di portare la nostra campagna sui diritti e per la raccolta firme per le due proposte di legge di iniziativa popolare su sanità pubblica e diritti negli appalti – dicono i referenti di SLC e SPI CGIL – Alla robusta cupola anticiclonica e all’indifferenza di Poste Italiane abbiamo deciso di rispondere con azioni di prossimità, attenzione e cultura dei diritti e della legalità”.

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