ADDIO A PIPPO BAUDO, IL RE DEI PRESENTATORI TV

E' MORTO STASERA ALL'ETA' DI 89 ANNI

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È morto questa sera a Roma, all’età di 89 anni, Pippo Baudo, uno dei volti più iconici e amati della televisione italiana. La notizia, appresa dall’ANSA da fonti vicine alla famiglia, è stata confermata dal suo storico legale e amico fraterno, l’avvocato Giorgio Assumma.

Nato a Militello in Val di Catania nel 1936, Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo – questo il suo vero nome – ha legato il suo nome a decenni di televisione, conducendo tredici edizioni del Festival di Sanremo, di cui sette anche come direttore artistico, e programmi che hanno fatto la storia del piccolo schermo, da Canzonissima a Domenica in, da Fantastico a Luna Park.

Il suo esordio risale agli anni ’60 con trasmissioni come Telecruciverba. Una leggenda racconta che la sua carriera decollò quasi per caso: nel 1966, in sostituzione di una puntata del telefilm Le avventure di Rin Tin Tin, la Rai mandò in onda il pilota di Settevoci. La puntata, ritenuta inizialmente inadatta, ottenne invece un clamoroso successo, lanciando definitivamente Baudo nel mondo dello spettacolo.

Negli anni ’70 e ’80 arrivarono i grandi varietà, i quiz televisivi e i primi Festival di Sanremo, con ascolti da record: la finale del 1987 superò i 17 milioni di telespettatori, un primato rimasto imbattuto. Dopo una parentesi in Mediaset come direttore artistico di Canale 5, tornò in Rai, di cui divenne anche direttore artistico di Rai 1.

Negli anni ’90 e 2000 continuò a dominare la scena televisiva con trasmissioni di successo e altre edizioni del Festival, fino al 2008. Ha poi continuato ad apparire come ospite e protagonista di eventi speciali, oltre a dedicarsi al teatro e alla scrittura. Nel 2018 pubblicò la sua autobiografia Ecco a voi. Una storia italiana, scritta con Paolo Conti, e l’anno successivo fu celebrato con lo speciale Buon compleanno…Pippo per i suoi 60 anni di carriera.

Negli ultimi anni aveva partecipato a programmi come Amici di Maria De Filippi e Ballando con le stelle, confermandosi fino all’ultimo una figura centrale e rispettata del panorama televisivo italiano.

Con la sua scomparsa, la televisione perde il suo “re dei conduttori”, capace di attraversare più generazioni e di lasciare un segno indelebile nella cultura popolare del Paese.

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