– Fim, Fiom e Uilm chiedono una convocazione urgente a Palazzo Chigi dopo quella che definiscono una “riuscita straordinaria” degli scioperi e delle manifestazioni di oggi in tutti gli stabilimenti ex Ilva. La mobilitazione – aggiungono – proseguirà fino a una soluzione. Intanto, le organizzazioni sindacali riferiscono di aver partecipato a una videoconferenza con il ministero dell’Interno, le Prefetture interessate e i commissari straordinari. “Insieme ai lavoratori chiediamo lavoro, non cassa integrazione”, dichiarano in una nota congiunta Ferdinando Uliano, segretario generale Fim Cisl, Michele De Palma, segretario generale Fiom Cgil, e Davide Sperti, segretario generale Uilm Uil.
I sindacati esprimono “forte preoccupazione per la situazione attuale e per il futuro degli stabilimenti dell’ex Ilva”, chiedendo, dopo le comunicazioni sulla sospensione delle attività produttive, di “acquistare bramme e coils per far ripartire tutte le lavorazioni a freddo a Taranto, Genova, Novi Ligure e Racconigi e in tutti gli altri stabilimenti”.
Al Governo chiedono di garantire ai commissari gli strumenti necessari affinché le attività non sottoposte a fermo giudiziario possano proseguire, “a partire da quelle a freddo fino a quelle manutentive per garantire la sicurezza dei lavoratori e degli impianti”.
Per Fim, Fiom e Uilm, “il compito svolto dai commissari, in assenza di un piano finanziario adeguato, è insufficiente e incerto e non può da solo garantire la continuità degli impianti di verticalizzazione”. Il Governo, aggiungono, “non può scaricare sulla magistratura o su altri soggetti responsabilità che sono politiche”.
La proposta è un “progetto ambientale, industriale ed occupazionale che preveda Dri e forni elettrici con la presenza di una cordata a maggioranza pubblica” e un piano sociale congiunto. “La mobilitazione e lo stato di agitazione continueranno e decideremo con i territori le ulteriori iniziative finché non sarà trovata una soluzione”, concludono, ribadendo che “è indispensabile una convocazione urgente del tavolo a Palazzo Chigi”.

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