FUGGIANO: «SANITA’ PUGLIESE, UN DISASTRO»

L'ESPONENTE DI IDEA-CAMBIAMO: «BISOGNERA' RICOSTRUIRE I DANNI DI EMILIANO E VENDOLA»

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«Passata la tempesta, dovremo fare i conti con i responsabili del disastro sanitario pugliese. Sono facili da individuare e saranno le urne ad esprimere il proprio verdetto. Poi bisognerà ricostruire: in fretta e pensando al benessere dei cittadini. Come in un vero e proprio dopoguerra».

Salvatore Fuggiano, esponente della direzione nazionale di Idea-Cambiamo, ha le idee chiare sulla rivoluzione sanitaria a cui devono necessariamente aspirare i pugliesi.

«Da questa tragica esperienza – sottolinea – è necessario trarre un insegnamento importante: vanno evitati i tagli alla sanità. Sono stati ridotti posti letto e organici sanitari. Da anni i concorsi per rianimatori andavano deserti per mancanza di concorrenti, perché il numero chiuso nelle facoltà di Medicina è stato applicato stoltamente. La sanità deve essere efficiente. Sempre: il danaro dei cittadini deve essere utilizzato per assicurare servizi d’avanguardia, per essere efficiente. Come affermava Schopenhauer:”La salute non è tutto, ma senza salute tutto è niente”.

Le strutture sanitarie pugliesi sono ancora evidentemente carenti di strumenti ed attrezzature necessarie per i professionisti della salute e per i pazienti. Le linee guida disposte dal Presidente Emiliano, che hanno imposto (per ragioni di “privacy”, afferma lo stesso) il divieto alle strutture di ricovero Covid-19 di dare informazioni ai sindaci, su generalità e le condizioni dei pazienti hanno privato le comunità locali di informazioni necessarie per la corretta organizzazione del territorio, contribuendo a diffondere il panico. Se non ci fossero le associazioni di volontariato, le parrocchie, e tanti cittadini che in silenzio si offrono per portare sollievo a chi versa in condizioni critiche, la situazione sarebbe stata ancora più drammatica.

La provincia di Taranto soffre. Tanto. La sanificazione dell’ospedale di Castellaneta è stata avviata da poco, dopo le reiterate richieste dei sindaci del territorio, mai ascoltati da Emiliano. Per non parlare delle uniche tre postazioni di pronto soccorso attualmente funzionanti nel territorio jonico, le liste d’attesa che si dilatano a dismisura, il depotenziamento di strutture che svolgevano un ruolo fondamentale nei territori come i nosocomi di Massafra e Grottaglie.

Anche le scelte sulla gestione dell’emergenza coronavirus sono altamente criticabili e confutabili. Mottola avrebbe potuto rappresentare un hub Covid ottimale, ma è stata relegata a centro riabilitativo post acuti.

Un errore emerso anche nell’intervista rilasciata a La7 dal direttore generale della Asl Taranto Rossi: apparso quantomai confuso e balbettante di fronte all’incalzare delle domande del giornalista. Dopo anni di direzione ha mostrato di non conoscere ancora gli ospedali del territorio e di confondere Mottola con Castellaneta, oltre ad una serie di altre imprecisioni clamorose. Il virus, per fortuna, ci ha risparmiato terribili ondate di malati: altrimenti i tagli indiscriminati di Vendola prima ed Emiliano poi, ci avrebbero condannati ad un dramma che non vogliamo neppure lontanamente immaginare».

 

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