“AMBIENTE SVENDUTO”: CHIUSO IL DIBATTIMENTO, GIUDICI IN CAMERA DI CONSIGLIO

Alle 23 la conclusione con le ultime repliche. Sentenza entro 2-3 settimane

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La Corte d’Assise di Taranto è riunita dalle 23  del 20-5-2021 in camera di consiglio per la sentenza del processo ‘Ambiente Svenduto’ relativo al reato di disastro ambientale di cui è accusata l’Ilva sotto la gestione del gruppo Riva (47 gli imputati). Prima di ritirarsi col collegio giudicante, il presidente della Corte, Stefania D’Errico, ha letto una ordinanza con la quale ammette tutti i documenti presentati nelle ultime udienze da accusa e difesa mentre rinvia alla camera di consiglio la decisione sulla questione di costituzionalità sollevata dall’avvocato Luca Perrone, difensore di Fabio Riva, ex proprietario e amministratore Ilva.
Nell’udienza del 5 maggio, Perrone ha sollevato al collegio una eccezione di costituzionalità circa il modo in cui il disastro “innominato”, articolo 434 del Codice, viene utilizzato nel processo. “La lettura non è costituzionale”, aveva detto Perrone. “Parliamo di disastro innominato – ha sostenuto Perrone – perché il disastro ambientale è stato fatto nel 2015 ed è una creazione giurisprudenziale. Ma qui il disastro non sappiamo quale sia, viene solo enunciato”.
“Non parliamo dell’evento di contaminazione – ha sostenuto ancora in quella sede il difensore di Fabio Riva – e la Corte Costituzionale ha detto che il disastro esiste nella misura in cui c’è un evento distruttivo che ha una sua collocazione spazio temporale”. Sull’eccezione sollevata dal legale di uno dei principali imputati del processo, la parola alla camera di consiglio dunque. La Corte – giudice a latere Fulvia Misserini – resterà riunita nelle scuole sottufficiali della Marina Militare di Taranto sino a sentenza. Il processo “Ambiente Svenduto” era iniziato a maggio 2016.

La Corte scriverà la sentenza – 2-3 settimane di attesa – restando in un’ala del complesso delle scuole sottufficiali della Marina Militare che dispone di spazi alloggiativi. Qui, peraltro, si riunì la Corte d’Assise anche ad aprile 2013 per la sentenza del noto processo per l’omicidio della ragazza di Avetrana, Sarah Scazzi. La sentenza fu scritta nella sede delle scuole della Marina ma poi letta nell’aula Alessandrini del Palazzo di Giustizia di Taranto. Per il processo all’Ilva gestione Riva, invece, la sentenza sarà letta nell’aula magna del complesso militare dove si sono svolte a febbraio le requisitorie dei quattro pubblici ministeri e adesso, in questi giorni, le repliche della pubblica accusa e della difesa.
Ultimo avvocato ad intervenire per le repliche è stato Pasquale Annicchiarico, che difende Nicola Riva, ex proprietario ed amministratore dell’Ilva, tra gli imputati di rilievo insieme al fratello Fabio, anch’egli ex proprietario ed amministratore, per i quali sono state chieste rispettivamente condanne a 25 e 28 anni di reclusione. (AGI).

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