Turco: “Servono nuove opportunità di sviluppo sostenibile”

«In Regione porteremo la battaglia di dignità di una provincia, quella jonica, che chiede riscatto»

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Riceviamo e pubblichiamo una nota del senatore Mario Turco sullo sviluppo sostenibile a Taranto.

di Sen. Mario Turco
Senatore e vicepresidente M5S

I dati Inps del 2024 su Taranto non sono un semplice indicatore statistico: sono la fotografia di un fallimento collettivo. Un tasso di occupazione fermo al 40,7%, dieci punti sotto la media pugliese e oltre venti punti rispetto a quella nazionale; una disoccupazione al 10,5% contro il 6,5% dell’Italia; 17.018 persone che sopravvivono grazie agli ammortizzatori sociali, di cui più della metà in cassa integrazione straordinaria.

Questi numeri raccontano la storia di un territorio piegato, di famiglie che non arrivano a fine mese, di giovani costretti a emigrare per cercare altrove ciò che qui non riescono più a trovare: lavoro, stabilità, dignità. Taranto è oggi il simbolo di una crisi che non è solo economica ma anche culturale e sociale.

È la città delle occasioni mancate, delle promesse disattese, di una classe dirigente che per troppo tempo ha guardato altrove. Il Governo Meloni ha scelto la via più comoda: ignorare, tagliare, cancellare, rimandare. Ha tolto risorse e prospettive a un territorio che, invece, avrebbe bisogno di essere messo al centro delle politiche nazionali. Sono stati spostati altrove importanti investimenti che il Governo Conte II aveva portato a Taranto, come quelli del gruppo Ferretti, e poi il caso di Renexia, che avrebbero rilanciato Taranto nel settore della cantieristica da diporto e nella produzione di turbine per pale eoliche.

Ma Taranto non può essere condannata all’abbandono né può continuare a vivere di assistenzialismo. Servono visione, coraggio e pianificazione. Per questo, come Movimento 5 Stelle, rilanciamo la proposta del Cantiere Taranto, ovvero di un Piano straordinario di riconversione economica, sociale e culturale per la provincia di Taranto: un progetto strutturale che segni la fine della gestione emergenziale e l’inizio di un nuovo modello di sviluppo.

Un piano con risorse straordinarie, cronoprogrammi vincolanti e obiettivi misurabili, capace di aprire nuove filiere produttive per rendere Taranto la capitale del Green Deal del Sud, per valorizzare la posizione strategica e le competenze locali, con il rafforzamento delle collaborazioni universitarie e dei centri di eccellenza, ma anche per far emergere la bellezza e la storia di una città spesso associata solo all’inquinamento e alla crisi industriale.

Non è utopia: è una direzione concreta che avevamo iniziato già a tracciare con il governo Conte II e che può diventare realtà se sostenuta da un Governo regionale forte, competente e libero da interessi di palazzo. Per questo motivo, il Movimento 5 Stelle porterà questa battaglia in Consiglio regionale, perché Taranto torni ad essere una priorità della Puglia e dell’Italia intera.

Serve una Regione che sappia pianificare, che non si limiti alla gestione dell’ordinario, ma guidi un processo di riconversione integrata capace di unire economia, ambiente e coesione sociale. È finito il tempo delle scelte timide e delle logiche di consenso: serve una politica che decida, che investa, che metta al centro le persone e non i calcoli elettorali.

Taranto deve tornare ad essere un laboratorio di sviluppo sostenibile, un modello per tutto il Mezzogiorno. Per riuscirci, occorre una visione ampia che tenga insieme le infrastrutture materiali e immateriali, la formazione, l’innovazione e la qualità della vita. Non c’è futuro per un territorio che non investe sui suoi giovani. La fuga dei talenti pugliesi non è una fatalità, ma una sconfitta politica e morale.

Per questo, come M5S, vogliamo creare nuove opportunità formative e produttive: nuovi corsi universitari legati alle professioni del futuro, sostegni alle start-up innovative, incentivi per chi investe localmente e filiere sostenibili che coniughino lavoro e ambiente. Infine, per i giovani che acquistano casa a Taranto, riteniamo si debba introdurre un contributo di 30 mila euro.

Siamo nel pieno di un percorso virtuoso con Antonio Decaro, che ha sposato le nostre priorità: rinnovamento della classe dirigente, etica pubblica, no al trasformismo, politiche economiche e sociali sostenibili per lavoratori, famiglie, giovani e imprese.

È il momento di unire le forze per aprire una nuova stagione per la Puglia, fondata su giustizia sociale, equità territoriale e responsabilità politica. Il Movimento 5 Stelle è l’unica forza che non ha mai barattato la propria coerenza con un posto di potere.

Continueremo a batterci per Taranto e per la Puglia in ogni sede istituzionale, perché il futuro di questa terra non può essere sacrificato sull’altare dell’indifferenza o della speculazione.

Questa è la nostra battaglia: una battaglia di dignità, di riscatto e di giustizia. Taranto ha pagato troppo, ma non è condannata al declino. Con un progetto serio, risorse adeguate e una guida politica all’altezza, può diventare la punta avanzata della transizione economica e ambientale del Mezzogiorno.

Il futuro non si attende: si costruisce.
E noi del M5S siamo pronti a farlo, in Regione e nel Paese, per restituire a Taranto e alla Puglia il posto che meritano: quello di una comunità viva, orgogliosa e protagonista del proprio destino.

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