TURCO (M5S): ANCHE TARANTO VUOLE VOLARE

"La continuità territoriale sia attuata con il Just Transition fund e con azioni concrete del governo"

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Ospitiamo di seguito l’intervento del senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento Cinque Stelle sulla questione aeroporto:


Lo scorso lunedì pomeriggio, a Taranto, sono intervenuto in occasione del consiglio comunale monotematico dedicato all’aeroporto “Marcello Arlotta” di Taranto-Grottaglie. Sindaco e subito ho ricordato che viaggio in una provincia in cui troppe infrastrutture restano incompiute o poco valorizzate: l’autostrada che si ferma a Massafra, la stazione ferroviaria con collegamenti ancora carenti, ora l’aeroporto che attende ancora un vero rilancio civile.

Ho seguito la vicenda dell’aeroporto di Grottaglie molto prima di entrare in politica: è una delle strutture aeroportuali più antiche della Puglia, eppure il suo sviluppo pare bloccato da anni per mancanza di visione, nonché a causa di scelte sbagliate. Oggi, grazie a circa 12 milioni di euro di investimento, si è compiuto un passo avanti, ma ancora non basta: l’aerostazione va resa operativa e i voli civili devono decollare. Quale migliore occasione se non i Giochi del Mediterraneo 2026? Ma nella fase iniziale servono fondi significativi.

Ho presentato più volte, già ai tempi del Governo Draghi, un emendamento alla firma che prevede un fondo dedicato alla continuità territoriale a sostegno di Aeroporti di Puglia e dell’aeroporto di Grottaglie. Oggi, il tempo della responsabilità politica: il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti o la stessa Regione Puglia devono convocare una Conferenza dei Servizi con tutti i soggetti coinvolti e assumere un impegno chiaro sul calendario e sulle risorse. Il M5S in Regione Puglia chiederà formalmente che questa convocazione avvenga senza ulteriori rinvii. Il primo passo da attuare è uno studio puntuale in grado di quantificare le risorse necessarie all’apertura ai voli civili dell’aeroporto di Taranto. Ci sono esempi positivi: quando eravamo al Governo, abbiamo contribuito all’apertura di scali minori come Foggia, Trapani, Reggio Calabria e Forlì, tutti realizzati a garanzia del diritto di mobilità. Purtroppo a Taranto non sono arrivati in tempo, non per mancanza di volontà, ma per l’urgenza degli adeguamenti richiesti da Enac, come la bretella con Grottaglie e altre opere nelle quali l’investimento è stato fatto o è in corso, ma il tempo perso è stato troppo. Oggi, grazie a circa 12 milioni di euro di investimento, si è compiuto un passo avanti, ma ancora non basta: l’aerostazione va resa operativa e i voli civili devono decollare. Quale migliore occasione se non i Giochi del Mediterraneo 2026? Ma nella fase iniziale servono fondi significativi.

Ho presentato più volte, già ai tempi del Governo Draghi, un emendamento alla firma che prevede un fondo dedicato alla continuità territoriale a sostegno di Aeroporti di Puglia e dell’aeroporto di Grottaglie. Oggi, il tempo della responsabilità politica: il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti o la stessa Regione Puglia devono convocare una Conferenza dei Servizi con tutti i soggetti coinvolti e assumere un impegno chiaro sul calendario e sulle risorse. Il M5S in Regione Puglia chiederà formalmente che questa convocazione avvenga senza ulteriori rinvii. Il primo passo da attuare è uno studio puntuale in grado di quantificare le risorse necessarie all’apertura ai voli civili dell’aeroporto di Taranto. Ci sono esempi positivi: quando eravamo al Governo, abbiamo contribuito all’apertura di scali minori come Foggia, Trapani, Reggio Calabria e Forlì, tutti realizzati a garanzia del diritto di mobilità. Purtroppo a Taranto non sono arrivati in tempo, non per mancanza di volontà, ma per l’urgenza degli adeguamenti richiesti da Enac, come la bretella con Grottaglie e altre opere nelle quali l’investimento è stato fatto o è in corso, ma il tempo perso è stato troppo.

Oggi, grazie a circa 12 milioni di euro di investimento, si è compiuto un passo avanti, ma ancora non basta: l’aerostazione va resa operativa e i voli civili devono decollare. Quale migliore occasione se non i Giochi del Mediterraneo 2026? Ma nella fase iniziale servono fondi significativi.

Ho presentato più volte, già ai tempi del Governo Draghi, un emendamento alla firma che prevede un fondo dedicato alla continuità territoriale a sostegno di Aeroporti di Puglia e dell’aeroporto di Grottaglie.

Ogni anno, tuttavia, questa proposta viene stralciata in Parlamento, ma nell’ambito della Legge di Bilancio 2026 la rilanceremo con forza: chiediamo che lo Stato istituisca un fondo speciale per l’apertura dell’aeroporto di Taranto ai voli civili, con risorse da gestire in sinergia con la Regione Puglia. Va altresì ricordato che la Regione ha già ottenuto risorse destinate a Grottaglie e gli interventi sono in corso; ma ora serve che arrivino gli aerei, che le compagnie entrino, e che i collegamenti diventino stabili e duraturi. E se Aeroporti di Puglia non ritiene di poter gestire efficacemente quattro aeroporti, non c’è norma che le impedisca di rinunciare alla concessione: la gestione dello scalo di Taranto potrebbe essere assunta da nuovi soggetti con la partecipazione di altri enti territoriali, in sinergia con la Camera di Commercio e gli stakeholders locali. Infine, la città di Taranto dispone di oltre 800 milioni di euro del Just Transition Fund (JTF) e nulla vieta che una quota di queste risorse sia destinata a un bando per le compagnie aeree interessate ad aprire rotte da Grottaglie. Lo scalo ha già una vocazione industriale e cargo e una proiezione verso l’aerospazio: queste attività sono pienamente compatibili con il traffico civile. Sta al Governo, alla Regione e al gestore decidere se vogliamo che Taranto voli o resti a terra. Di certo, non c’è più tempo da perdere: anche Taranto vuole volare, e lo farà solo se chi ne ha la responsabilità, a Roma e in Regione, agirà fino in fondo.

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