TRATTATIVA ILVA, IL “NO” DEI SINDACATI

"Gli esuberi restano". Il ministro Calenda: "Il dossier passa al nuovo governo"

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“Il governo ritiene di aver messo in campo ogni possibile azione e strumento per salvaguardare l’occupazione, gli investimenti ambientali e produttivi anche attraverso un enorme ammontare di risorse pubbliche”. Così il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, dopo l’interruzione del tavolo sull’Ilva. “A questo punto – ha detto il ministro Calenda – il dossier passa a nuovo governo”.
I sindacati hanno bocciato la proposta fatta dal governo sulla vertenza definendo il “testo non condivisibile”. “Gli esuberi restano” – hanno detto – e “Mittal non si è mossa di un millimetro”. Secondo quanto riferiscono i sindacati a sospendere il tavolo sarebbe stato il ministro Calenda perché secondo alcuni “non legittimato a trattare”. Secondo l’accordo proposto dal governo, AM avrebbe dovuto assumere 10.000 lavoratori.
Invitalia a fine piano “individuerà soluzioni per dare prospettive stabili a tempo interminato ai lavoratori rimasti in carico all’amministrazione straordinaria” della ‘vecchia’ Ilva (Ansa).

Questo il commento del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, e degli amministratori locali dell’area di crisi:

“Gli amministratori locali hanno partecipato ad un tavolo tutto sommato positivo e decisivo al Mise, per le materie di propria competenza.
Non sussistono nuovi ostacoli da parte loro alla condivisione di una piattaforma larga ed aperta per il rilancio di Ilva. Gli enti locali hanno preso contezza dell’ultima proposta del Governo ai sindacati, come accolta da Mittal. Ora approfondiranno, ma ad ogni modo confermano la loro disponibilità a favorire con ogni mezzo lecito la trattativa, fino all’ultimo minuto utile.
C’è molto rammarico per gli esiti del precedente tavolo sindacale. Tuttavia, per evitare il disastro industriale, ambientale e sociale incombente sulla comunità ionica, si presteranno ad un ulteriore difficile momento di mediazione, sia con la Regione Puglia che con tutte le sigle territoriali, le cui distanze si spera risultino meno eccessive di quanto palesato frettolosamente a Roma.
Purtroppo il tempo stringe, è probabilmente l’ultima possibilità per la nuova Ilva immaginata dal protocollo di intesa degli enti promotori. Si prevede la convocazione del tavolo Taranto già entro la settimana corrente.
Non ci sono più alibi per nessuno, auspichiamo il più alto senso di responsabilità da parte di tutti, anche in termini comunicativi.
Il sindaco di Taranto e gli amministratori locali dell’area di crisi.

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