TELEPERFORMANCE, DAL 2 MAGGIO LA CASSA INTEGRAZIONE

Ieri il raggiungimento dell'accordo con i sindacati. Ecco come funzionerà

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(AGI) – Dal 2 maggio scatta la cassa integrazione per un anno per quasi mille addetti del call center Telepeformance, sedi di Taranto (dove ci sarà una maggiore ricaduta) e di Roma-Fiumicino. Azienda, Unindustria e sindacati di categoria Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno raggiunto oggi l’accordo al ministero del Lavoro. L’applicazione dell’ammortizzatore sociale, è scritto nell’accordo, riguarderà un numero massimo di 953 lavoratori dipendenti che ruoteranno su 1.589 addetti alle attività operative. Questi ultimi sono così ripartiti: 1.448 addetti ai call center telefonici e 141 supervisori. Nel dettaglio, nella struttura di Taranto saranno coinvolti 699 operatori che ruoteranno su 1.165 unità; i supervisori interessati saranno invece 59 che ruoteranno su 98. Per la struttura di Roma-Fiumicino, interessati 170 operatori che ruoteranno su 283 operatori e 26 supervisori che ruoteranno su 43. L’utilizzo dell’ammortizzatore sociale si attesterà ogni mese su una percentuale massima individuale del 28 per cento. La cassa integrazione si atterrà al principio di distribuzione delle sospensioni su tutti i lavoratori interessati “con un equo bilanciamento”. Saranno coinvolti prioritariamente nelle sospensioni dal lavoro gli addetti, sia operatori che supervisori, alle commesse che hanno evidenziato “una contrazione dei volumi di attività”.  Le parti, inoltre, si impegnano a partecipare a bandi di formazione “al fine di ricollocare più personale possibile e incrementare le conoscenze e gli skills indispensabili, unitamente all’abilitazione di nuove matricole autorizzate dal cliente, per essere adibiti alle altre commesse gestite dalla società, non impattate dall’ammortizzatore  o previsionalmente impattare in minor misura”. Per quanto riguarda lo strumento della somministrazione o dello staff leasing, Teleperformance se ne continuerà ad avvalere ma con un limite di utilizzo già definito dal contratto, e in ogni caso “non si darà luogo a nuove assunzioni o trasformazioni in staff leasing. I rapporti di somministrazione a tempo determinato già in essere saranno utilizzati sino alla loro scadenza naturale”. L’onere a carico di Teleperformance per la cassa integrazione è di 4,150 milioni di euro. Commentando l’accordo al ministero del Lavoro, i vertici pugliesi e tarantini della Cgil e del Sindacato lavoratori delle comunicazioni (Slc) della stessa Cgil manifestano “soddisfazione per l’esito della vertenza di Teleperformance: una vertenza dura nel merito – si afferma – ma nel complesso drammatica per il contesto difficile, quello del tessuto socio-economico jonico, nel quale si è sviluppata. Una vertenza complicata perché ha rappresentato plasticamente la “guerra tra lavoratori”, subordinati e interinali, che noi spesso abbiamo denunciato e su cui abbiamo provato a dare una risposta che desse un segnale a tutti”. Cgil e Slc dicono che “la posizione che abbiamo sostenuto è stata quella di dividere tra tutti il disagio in modo da far sì che su più persone si potesse dividere il disagio in modo da permettere a ciascuno di perdere poco, diversamente da ciò che era nei programmi aziendali per cui in pochi perdevano tanto”. Per Cgil e Slc, “è politicamente fondamentale, inoltre, il punto in cui le parti hanno sottoscritto l’impegno ad aprire un tavolo per discutere l’assorbimento dei lavoratori interinali direttamente in azienda: un risultato che va nell’ottica della stabilizzazione reale dei lavoratori e non per decreto. Il compromesso – dichiarano i sindacati – è un onorevole punto di mediazione che permette al territorio di boccheggiare ed all’azienda di provare a ricollocarsi sul mercato”. “Ma questa vertenza – secondo Cgil e Slc – indica come il nodo dei call center sia al punto di svolta: così non si può andare avanti ed è necessario chiudere quanto prima un percorso che ha già visto nel recente accordo di Asstel un punto positivo di attribuzione degli appalti. È un risultato positivo – concludono i due sindacati – che ci impegna ancora di più a provare a seguire la strada di risoluzione definitiva sulla crisi di settore”. (AGI)

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