Confartigianato Imprese Taranto alza la voce e guarda con preoccupazione al futuro della città. L’associazione mette TUTTI in guardia: senza interventi immediati e scelte coraggiose, il tessuto economico e sociale di Taranto rischia di sgretolarsi. Al centro delle criticità, la pressione fiscale insostenibile, la qualità dei servizi inadeguata e la mancanza di una visione strategica condivisa per rilanciare le attività di prossimità, pilastro della vita quotidiana nei quartieri.
Un inverno di difficoltà
L’inverno non porta solo freddo, ma anche una crisi che si fa sempre più pesante per le micro e piccole imprese: negozi, artigiani, pubblici esercizi e piccola ristorazione soffrono per consumi in calo, margini ridotti e costi ancora elevati. La TARI, tra le più alte in Italia, grava come un macigno su famiglie e attività, senza che la qualità dei servizi – in particolare la raccolta rifiuti e il decoro urbano – sia all’altezza delle aspettative. “Non possiamo rassegnarci a disservizi e classifiche negative come se fossero inevitabili”, denuncia Confartigianato, chiedendo un confronto operativo con l’Amministrazione per trovare soluzioni concrete.
I Giochi del Mediterraneo come opportunità
A poche settimane dall’avvio dei Giochi del Mediterraneo, Taranto ha l’occasione per presentarsi al mondo, ma il rischio è di sprecarla. Nonostante i cantieri avanzino, manca ancora il “fermento” necessario: accoglienza, decoro, funzionalità delle strade, qualità dell’offerta commerciale e artigiana, eventi diffusi. “La reputazione di una comunità non si improvvisa”, avverte l’associazione, sottolineando che servono organizzazione, collaborazione e responsabilità condivisa.
Rigenerazione urbana e scelte strategiche
Confartigianato riconosce l’impegno dell’Amministrazione comunale, ma chiede di accelerare il passo: è urgente un Documento Strategico del Commercio che sostenga le attività esistenti, incentivi nuove imprese di vicinato e rilanci i mercati cittadini, riequilibrando politiche che finora hanno favorito soprattutto la grande distribuzione. Inoltre, serve una definizione chiara del Piano Urbanistico Generale: continuare a espandere la città verso nuove aree, come il comparto 32 vicino al nuovo ospedale San Cataldo, rischia di indebolire ulteriormente l’economia di prossimità. Meglio concentrare investimenti sulla rigenerazione del borgo, della città vecchia e delle periferie, riportando vitalità nei tessuti urbani consolidati.
Un appello al confronto “Il momento di agire è adesso”, conclude Fabio Paolillo, segretario generale di Confartigianato Taranto. L’associazione si dichiara pronta a collaborare con l’Amministrazione e le forze sociali per affrontare le sfide, ma serve un metodo nuovo: confronto stabile, responsabilità condivise e decisioni operative. Solo così Taranto potrà trasformare le prospettive in sviluppo reale, lavoro stabile e fiducia diffusa.


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