SS Taranto: unità invocata, rispetto negato
L’invito all’unità di intenti contenuto nel comunicato del Taranto Calcio è, in linea teorica, inattaccabile. Chi potrebbe mai dissentire dall’idea che, in un momento delicato, l’ambiente debba stringersi attorno alla squadra per provare a salvare una stagione e inseguire ancora l’obiettivo della promozione in Serie D? Nessuno. Ma proprio per questo, quando le parole non coincidono con i comportamenti, il rischio è che restino slogan che devono reggere alla prova dei fatti.
Il passo indietro del presidente Vito Ladisa chiude un capitolo che lascia dietro di sé qualche incertezza. Perché se è vero che oggi si chiede coesione a tifosi, istituzioni e operatori dell’informazione, è altrettanto vero che questa unità è stata minata dall’alto, con atteggiamenti di chiusura e ostilità ingiustificata che nulla hanno a che vedere con il confronto civile e costruttivo.
Emblematica è la vicenda che ha coinvolto Antenna Sud. Prima un post sui social, poi la conferenza stampa del 19 dicembre, in cui si doveva parlare della questione stadio e di investimenti e, invece, si è pensato solo a denigrare la nostra emittente. In entrambe le occasioni l’operato dei nostri giornalisti è stato apertamente screditato senza motivo alcuno.
Incomprensibili, inoltre, le proteste sull’installazione dei led pubblicitari allo stadio di Massafra. Aspettiamo, infatti, ancora una risposta dalla SS Taranto e dal Comune perché da parte nostra c’è sempre stato il massimo spirito di collaborazione: abbiamo sempre dato disponibilità a venire incontro alle esigenze di tutte le parti in causa. Le dure critiche nei nostri confronti contraddicono frontalmente qualsiasi appello all’unità e al senso di appartenenza.
Ancora più paradossale è stato accusare le telecronache di non essere aderenti alla realtà, salvo poi chiedere pubblicamente scusa per il fallimento di un progetto tecnico rivelatosi, nei fatti, deludente. Una contraddizione che rischia di alimentare sfiducia nell’intero sistema. Senza dimenticare le ombre gettate sulla procedura per l’assegnazione dei diritti televisivi, un capitolo che avrebbe richiesto una serena accettazione dei risultati da parte di chi vi ha partecipato senza risultare vincitore.
Noi continuiamo a svolgere il nostro lavoro in modo professionale e costruttivo, non alimentando (e ne avremmo avuto la possibilità) polemiche sui deludenti risultati sportivi: la nostra unica bussola è l’interesse degli ascoltatori ad una informazione corretta e capillare.
Il rispetto, è bene ribadirlo, non è a senso unico. La collaborazione per il raggiungimento di un fine comune, la rinascita del Taranto, alla quale ogni tarantino ambisce. Non si può, però, chiedere unità dopo aver creato fratture, né invocare equilibrio dopo aver alimentato contrapposizioni.
L’augurio è che il nuovo corso apra davvero una stagione diversa che riporti la situazione alla normalità: relazioni più equilibrate, ruoli rispettati, competenze riconosciute. Un clima finalmente sereno, come auspicato dalla stessa società, nel quale il Taranto squadra torni a essere ciò che è sempre stato e deve essere: un collante sociale, un patrimonio della città, non terreno di divisione.


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