SOLDI TOLTI ALLE BONIFICHE: PD, M5S E FI PRESENTERANNO EMENDAMENTI CONCORDI

DOPO LA PARTECIPAZIONE COMUNE ALLA MANIFESTAZIONE ORGANIZZATA DALL'USB

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Partito democratico, Movimento Cinque Stelle, Leu e Forza Italia presenteranno in Parlamento, non appena si aprirà la discussione, emendamenti singoli, ma dal contenuto sostanzialmente identico, per abrogare quanto prevede l’articolo 21 del decreto Milleproroghe a proposito dell’ex Ilva, ora Acciaierie d’Italia. Lo hanno dichiarato i rappresentanti della delegazione parlamentare e istituzionale pugliese e tarantina dopo l’incontro di oggi col prefetto di Taranto, Demetrio Martino, a seguito della manifestazione  di protesta svoltasi in mattinata sotto la Prefettura contro il dl Milleproroghe. Manifestazione che, indetta inizialmente dal sindacato Usb, ha poi registrato le adesioni trasversali delle forze politiche della maggioranza di governo. Oggi alla manifestazione erano tra gli altri presenti i parlamentari Marco Lacarra del Pd, Mauro D’Attis di Forza Italia e Gianpaolo Cassese di M5s. Con i vari emendamenti, ma legati da un filo unitario, si chiede al governo di revocare il trasferimento di 575 milioni sui futuri impianti per la produzione di acciaio a Taranto con la decarbonizzazione e di riportare la somma laddove era prima del dl, cioè sulle bonifiche dei siti inquinati che sono affidati a Ilva in amministrazione straordinaria.

I 575 milioni in questione fanno parte dei 1.171 milioni sequestrati anni addietro dalla Procura di Milano agli industriali siderurgici Riva, ex proprietari dell’Ilva e poi fuoriusciti dal 2013 col commissariamento statale dell’azienda. Soldi confluiti in un patrimonio destinato di Ilva in amministrazione straordinaria per essere appunto destinati alle bonifiche. Oltre all’abrogazione dell’articolo 21 del Milleproroghe, lanciata anche la proposta – avanzata dal sindaco di Statte, Franco Andrioli, uno dei comuni dell’area di crisi ambientale di Taranto – per un tavolo tecnico sullo stato delle bonifiche. Queste ultime sono di due tipi: quelle delle aree attigue all’acciaieria, non cedute nel 2018 ad ArcelorMittal (il gruppo privato subentrato a Ilva in amministrazione straordinaria) e affidate ai commissari straordinari di Ilva nominati dal Mise e quelle che riguardano aree della città di Taranto tra Mar Piccolo, quartiere Tamburi e cimitero di Taranto, tutti vicini alla fabbrica siderurgica, affidati invece ad un altro commissario indicato dal ministero della Transizione ambientale  (ex Ambiente). Entrambe le bonifiche registrano a oggi difficoltà di avanzamento e ritardi. Per le bonifiche di Ilva in as, i commissari si stanno attualmente occupando della rimozione, con trasferimento all’estero, di circa 500mila tonnellate di fanghi di altoforno e di acciaieria, operazione che dovrebbe essere completata nell’anno. Per le bonifiche delle aree periferiche urbane, invece, si attende che il ministero della Transizione ecologica nomini il nuovo commissario essendo l’attuale, il prefetto di Taranto, scaduto nell’incarico. Prefetto che ha proposto al ministro per il Sud, Mara Carfagna, di rimodulare nell’ambito del Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto (Cis) alcune somme previste per queste bonifiche. (AGI)

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