Vi sono anche un funzionario del Comune di Pulsano e i proprietari di alcuni terreni tra i 14 indagati per l’incendio che avvolse la zona marina di Lido Silvana il 30 luglio del 2024.
Le fiamme, secondo gli investigatori, sarebbero state appiccate da Pasquale Tomai Pitinca, nel tentativo di bruciare alcuni volantini gettandoli nelle sterpaglie accumulate su un terreno di proprietà del Comune di Pulsano. Indagato per incendio boschivo e morte come conseguenza di altro delitto, per il decesso dell’85enne Rita Fasanella, Tomai Pitinca è stato sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel paese del versante orientale della provincia ionica.
Nel mirino degli inquirenti sarebbe finito anche un funzionario del Comune di Pulsano, indagato per la mancata pulizia sul fondo incolto di proprietà comunale da cui sarebbe partito l’incendio. Le fiamme si sarebbero così propagate nei terreni adiacenti, con alcuni proprietari raggiunti dall’avviso di conclusione delle indagini preliminari per la presunta omissione delle opere di ripulitura e di realizzazione delle fasce protettive.
L’incendio, come si legge nell’avviso di conclusione delle indagini ad opera del Procuratore Capo Eugenia Pontassuglia e del Sostituto Procuratore Vittoria Petronella, avrebbe creato un “grave pericolo per i bagnanti ed in generale per l’incolumità pubblica”, oltre ad aver cagionato un danno grave, esteso e persistente all’ambiente. Gli indagati hanno ora 20 giorni di tempo per presentare memorie difensive e chiarire le proprie posizioni.


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