Tornano sul nostro giornale online i contributi della sociologa e scrittrice Daniela Latanza che approfondisce di volta in volta tematica riguardanti le dinamiche affettive e la vita moderna.
di DANIELA LATANZA
Era una sera di luglio, aperitivo in spiaggia con tre amiche: quattro donne, quattro spritz, e cinquanta (più o meno a testa ) anni di storie da raccontare. Tra un rustico,qualche oliva e un ricordo sgranato degli anni ’90, una di noi (single convinta da anni), armandosi di coraggio, ha detto : “Ragazze, credo di essermi innamorata!” – Ok- Racconta- …Lei ci ha raccontato la sua storia. Proprio lì, tra amiche che hanno già vissuto divorzi, amori finiti male, storie mai iniziate, che si è palesato un interessante interrogativo: “Ci si può ancora innamorare davvero, dopo una certa età? Oppure siamo tutti solo ex con troppi bagagli e poca voglia di disfare la valigia?
Perché a vent’anni sogni l’anima gemella. A trenta pensi di averla trovata. A quaranta capisci che forse eri solo tu a correre. Ma a cinquanta…
A cinquanta ti chiedi se puoi innamorarti di nuovo. Non con l’impeto, ma con la lucidità. Non cercando di completarti, ma finalmente essendo già intera. Mi sono chiesta : cosa succede quando Cupido si presenta dopo gli “anta”, senza preavviso, mentre sei impegnata a completare la lista della spesa e far quadrare gli orari del lavoro con quelli della palestra, durante una serata tra amiche che ha più vibe da “pigiama e Netflix” che da “Sex and the City”? La verità è che l’amore dopo i quaranta (o cinquanta, o oltre) non è meno intenso, è solo più consapevole. Hai già vissuto le farfalle nello stomaco, le chiamate alle tre di notte, le lacrime per chi non ti ha mai meritata. Non c’è più il bisogno disperato di “trovare qualcuno”, ma piuttosto la voglia autentica di condividere bollicine durante una cena, un tramonto che non devi più postare per far sapere al mondo che sei felice. E se qualcuno riesce a vederti bella anche con le rughe che raccontano le tue battaglie, allora forse, solo forse, vale la pena lasciargli il tuo numero. Perché alla fine, che siano 25 o 55, l’amore non arriva mai quando sei pronta. Ma quando sei vera! E magari anche un po’ spettinata.
Certo, innamorarsi da adulti è diverso. Non ci si butta — si pondera. Hai già visto il “per sempre” rompersi e diventare “mai più!!” Hai già conosciuto notti insonni non per amore, ma per figli febbricitanti, ansia da bollette, scadenze mensili, visite mediche . L’amore a vent’ anni è un tuffo nel vuoto. Dopo diventa un lento sporgersi dal bordo, sperando che ci sia una rete sotto. Eppure, a volte è proprio lì, tra le bollette da pagare e i cerotti emotivi del passato che può accadere qualcosa di incredibile: un amore nuovo, un “altrove” in cui rifugiarti, che fai accomodare nella tua comfort zone, un amore non perfetto, ma autentico. È un amore che arriva senza clamore, ma con sostanza. Un amore fatto di cene cucinate insieme, di mani che si cercano senza fretta, di sguardi che diventano sempre più complici e di silenzi comodi, silenzi che non fanno paura; che non ti fa perdere la testa, ma ti fa ritrovare il cuore. Innamorarsi in età adulta significa dire “ti amo” conoscendo esattamente il significato di questa breve, pericolosa, rivoluzionaria frase. Non è più un biglietto nel diario, ma un impegno silenzioso che si rinnova ogni giorno, come un abbonamento al coraggio. Non ti sconvolge con lampi e tuoni, ma è come una pioggia gentile che, senza che tu te ne accorga, ti inzuppa l’anima. Sì, è più difficile. Le ferite sono più profonde, alcune sanguinano ancora, le paure sono più articolate. Ma l’amore adulto ha un sapore che i ventenni non conoscono: quello della scelta. Perché a un certo punto della vita, nessuno deve più stare con te. Chi c’è, lo fa perché vuole esserci davvero. È il momento in cui smetti di cercare l’amore cinematografico e inizi a vivere quello reale, credo che dopotutto, l’amore in età adulta non sia l’ultimo capitolo. È solo un nuovo inizio, scritto con penna più consapevole. Risulta difficile capire quando l’interesse che si prova per qualcuno può essere riconducibile all’ amore, non siamo più abituati, ma forse, ognuno lo capisce a modo suo quando si innamora. C’è chi se ne accorge perché smette di rispondere ai messaggi solo per educazione e inizia a rispondere per desiderio. Non perché devi, ma perché vuoi. E quando vedi il suo nome sullo schermo, senti qualcosa che non è più semplice entusiasmo… è attesa. C’è chi lo capisce quando inizia a raccontare a quella persona le cose brutte, non solo le belle. Quando lasci entrare qualcuno nelle tue crepe, non solo nei tuoi filtri. Poi ci sono quelli che se ne accorgono quando vanno a letto con un sorriso anche dopo una giornata orribile, perché basta sapere che domani lo o la rivedranno. Nessun fuoco d’artificio, solo quella pace che sa di casa… c’è chi si sveglia e realizza di essere innamorato quando non ha più bisogno di fingere di essere “facile da amare”. E c’è chi se ne accorge quando, per la prima volta dopo anni, smette di sabotarsi. Quando finalmente si dà il permesso di essere felice, senza il sottofondo mentale di “tanto finirà male”…e poi c’è chi , per esempio se ne accorge mentre è in auto accanto a lui (o lei) e, mentre lui/lei parla del più e del meno, realizza quanto quel “più e del meno” sia molto più interessante di grandi discorsi con chiunque altro, si accorge quanto sia bello ascoltare e pensare : “Non c’è nessun altro posto al mondo dove vorrei essere….” Forse in quel semplice, banale momento che si capisce cosa è l’amore da adulti, è un amore che non ti prende il cuore… te lo restituisce.

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