RIFLESSIONI – CURRICULUM VITAE O CUORE?

UN CONTRIBUTO DI DANIELA LATANZA, DOCENTE E SOCIOLOGA

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Tornano sul nostro giornale online i contributi della sociologa Daniela Latanza che approfondisce di volta in volta tematica riguardanti le dinamiche affettive e la vita moderna. Stavolta si riflette su un bivio: carriera o amore?

 

di DANIELA LATANZA

Ricordo  bene  che era un lunedì   perché è il giorno settimanale in cui cade  un incontro  scolastico pomeridiano fisso.  Terminato suddetto impegno… corsa al supermercato, trattativa telefonica con figlio adolescente (quindi ovviamente  affetto da bipolarismo e sociopatia) per successivo “servizio taxi” e cena dignitosa  da preparare a tempo record, prima di riprendere il pc e lavorare su file incompleti  da giorni. Era un banale lunedì, di una giornata tipo da  mamma single  incentrata sulla carriera (seconda, in ordine delle priorità, solo a suo figlio…) . Ed è stato proprio quel giorno,  che durante la consultazione dell’agenda per gli appuntamenti e gli adempimenti settimanali, sono stata colta da una sorta di “crisi mistica” e  mi si è palesato un amletico dubbio:  “Ma questa continua corsa alla carriera, ai successi personali, al miglioramento del proprio curriculum e della propria posizione economica, rende davvero più felici  rispetto ad  incontri sentimentali,  grazie ai quali,  magari, rischi di trovarti  a  passare  una domenica mattina  con qualcuno che ti conosce abbastanza bene da portarti a letto  il caffè  come piace a te e che rappresenta l’alternativa al programma domenicale : serie  Netflix  no-stop con barattolone di Nutella annesso ? ”

 C’è un momento nella vita di ogni donna (o quasi)  in cui si trova davanti a questa riflessione, un vero e proprio bivio per alcune: carriera o amore?  E io, quel famoso lunedì sera,  dopo aver terminato la compilazione dei file,  cercando  di decidere se dare priorità di risposta a un’email del mio referente  oppure  al   messaggio dolcissimo di un tizio interessante  (“Ho voglia di vederti. Passo a prenderti stasera?”),  mi sono chiesta: “Ma per caso, è  possibile avere entrambi? ” Negli anni ’80 ci dissero di sì! Potevamo fare tutto: carriera, amore, figli, amiche e magari avere anche un guardaroba  degno di un atelier attrezzato per ogni occasione. Ma nessuno ci disse che, per tenere tutto in equilibrio, saremmo  dovute  diventare delle “equilibriste  emozionali” con tacchi dodici sui sampietrini.   La verità è che scegliere tra carriera e amore, oggi è come dover scegliere tra il Wi-Fi e la batteria del cellulare: uno senza l’altro, alla lunga, ti lascia disconnessa.  Ho amiche che hanno scelto la carriera e ora hanno stipendi a più zeri,  ma una cronologia di appuntamenti che sembra una collezione di casi umani su Tinder.  E poi ho amiche che hanno scelto l’amore, ma quando i bambini dormono e la casa è silenziosa, si chiedono dove sia finita quella versione di loro stesse con sogni, ambizioni e una cartella sul pc  piena di progetti  ormai cestinata. Bisogna considerare anche  il fatto che il successo femminile mette molti uomini davanti a un bivio interiore: confrontarsi con l’idea che non siamo più quelle che aspettano una proposta, ma quelle che firmano contratti, risolvono mille problemi da sole  e a volte – orrore! – pagano la cena!  Per alcuni, questo è emancipazione. Per altri, è emasculazione. Sicuramente non tutti gli uomini sono intimiditi.  Ma ne ho incontrati abbastanza da farmi venire il sospetto che “sei troppo per me” non sia un complimento, ma una fuga codificata in frasi tipo “ho bisogno di una donna più tranquilla, più rassicurante ”, ovvero: meno ambiziosa,  meno indipendente,  meno… tutto.  Forse il problema non sono le donne in carriera. Forse il problema è che a molti uomini non è stato insegnato a stare accanto a una donna che non ha bisogno di essere salvata, ma solo compresa, “vista” e non solo “guardata”. E noi donne?! Noi abbiamo imparato a negoziare contratti, a presentarci con sicurezza a riunioni di lavoro,   ma quando si tratta del cuore, diventiamo stagiste confuse e disorientate che non sanno neanche dove sedersi (da Wonder Woman a Bridget Jones è un attimo) . Forse la vera sfida non è scegliere tra amore e carriera. Forse la sfida è non sentirsi in colpa qualunque scelta si faccia.  Io, ad esempio, vorrei  avere  tutto :  la firma su un  contratto lavorativo  e le dita intrecciate in un letto la domenica mattina. Vorrei  fare il mio lavoro, continuare a scrivere , rispettare  l’ ambizioso  e stressante  planning settimanale  e… perdere la testa, per poi ritrovarla davanti a un aperitivo con chi sa ascoltarmi davvero. Perché alla fine, l’unico contratto a “tempo indeterminato” che conta davvero è quello che firmiamo con noi stesse. E  la verità è  che NON  dobbiamo scegliere,  la vera rivoluzione è smettere di credere che una donna possa – o debba – definirsi con una sola etichetta. Noi possiamo amare qualcuno senza smettere di amare noi stesse. E  forse, se siamo davvero fortunate, un giorno troveremo quel qualcuno che, orgoglioso dei nostri successi e ammirato dalla nostra perseveranza, non ci chiederà di scegliere,  ma ci sceglierà, con i nostri salti mortali tra lavoro, figli e hobby, con il nostro coraggio  e le nostre immense paure.   Che poi, i successi (professionali e non)  quanto valore hanno se non si ha  un “alleato” con cui condividerli?! 

 

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