“La decisione di Renexia di abbandonare il progetto per una fabbrica di turbine eoliche a Taranto rappresenta un’ennesima battuta d’arresto per lo sviluppo e l’occupazione locale”. Lo denuncia Carmelo Sasso, segretario generale UilTrasporti Taranto. “L’immobilismo della politica locale – afferma – ha spinto gli investitori a cercare altrove. Ancora una volta, la città perde una possibilità di sviluppo e occupazione”. Il progetto prevedeva un investimento di 500 milioni e la creazione di circa 1.500 posti di lavoro diretti e indiretti, inclusa la ricollocazione di 300 operai ex TCT (Taranto container terminal). Secondo Sasso, le istituzioni locali non hanno definito chiaramente i termini dell’insediamento né garantito una collocazione efficace nel porto, generando incertezza che ha convinto Renexia a dirottare l’iniziativa in Abruzzo. “Taranto continua a perdere occasioni storiche – aggiunge Sasso -. Serve una cabina di regia tra organizzazioni sindacali, Comune, Provincia e Autorità di sistema portuale del Mar Ionio per far uscire il porto dalla crisi”. “Viviamo in una città con il record di ore di cassa integrazione, dove – rileva il coordinatore territoriale della Uil Gennaro Oliva – gli investimenti fuggono. È ora di concentrarsi sul futuro dei lavoratori e della città”.


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