PROGETTO HARLEQUIN, OGGI IL CONVEGNO FINALE

Grande successo per la sartoria sociale realizzata assieme ai soggetti più fragili

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Oggi pomeriggio, 4 marzo alle ore 16 presso il Salone degli Specchi del Comune di Taranto, alla presenza del Presidente della Regione Michele Emiliano (salvo imprevisti dell’ultima ora) e del Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, dell’Assessore ai Servizi Sociali Gabriella Ficocelli e dell’Assessore Pubblica Istruzione e Affari generali Debora Cinquepalmi, si svolgerà il convegno finale del progetto “Harlequin – sartoria sociale”, selezionato nell’ambito dell’Avviso Pubblico “Puglia Capitale Sociale 2.0”, finanziato dalla Regione Puglia, co-finanziato da A.P.S. T.R.O.I.S.I. Project e patrocinato dal Comune di Taranto.

“La Giunta Melucci è sempre al fianco di quelle realtà che si impegnano in favore dei soggetti più fragili”, dice l’Assessore ai Servizi Sociali Gabriella Ficocelli “siamo convinti che con la logica dei piccoli passi si possano raggiungere risultati importanti. Lavoriamo ogni giorno perché esperienze simili si moltiplichino sul territorio, e finora tanti sono stati gli sforzi profusi e i risultati raggiunti”,.

 “Il desiderio di avviare una sartoria sociale per il reinserimento lavorativo dei soggetti più fragili è nato dal bisogno di dare una risposta a chi mi chiedeva di offrirgli una opportunità”, ammette la Presidente dell’A.P.S. T.R.O.I.S.I. Project Maria Teresa Liuzzi. “Harlequin”, ha preso il suo nome dall’abito di “Arlecchino”, nato dalla generosità di chi dona a chi non ha, e dall’arte paziente della mani di una sarta che ama ciò che cuce. E ciò che immaginavo si è avverato, perché Harlequin, in questi mesi, ha avuto tante testimonianze di generosità”.

La sartoria sociale Harlequin è un luogo dove operano insieme professionisti del taglio e cucito, operatori sociali e soggetti svantaggiati, un luogo dove si promuove il sapere artigianale e l’inclusione professionale dei soggetti più deboli.

Harlequin favorisce il processo di rigenerazione dei tessuti ed il recupero degli scarti tessili attraverso la loro trasformazione in gadget che acquistano un nuovo valore. “Lo scarto tessile acquisisce così un valore simbolico: Harlequin dà nuova vita ad abiti e tessuti, chi sceglie Harlequin dà nuova vita alle persone.”

In questi mesi la sartoria è stata un vero e proprio laboratorio aperto nel quale si sono avvicinati al taglio e cucito più di sedici persone.

“In questa avventura, non ci siamo mai sentiti soli, in questi mesi abbiamo chiesto tanto e a tanti: persone, enti pubblici, imprese, ed ognuno di loro ci ha sostenuto. Harlequin non è più solo il progetto dell’A.P.S. T.R.O.I.S.I. Project, Harlequin sartoria sociale è il progetto di chi ci ha creduto, di chi lo ha sostenuto, di chi ne ha voluto farne parte. Ed è grazie a questa sinergia che Harlequin continuerà ad essere operativa anche dopo la conclusione del finanziamento”, dice Alessandro Zoriaco che ha gestito l’aspetto del marketing e della promozione della sartoria.

Con gli Istituti di moda Archimede di Taranto e Del Prete Falcone di Sava verranno avviati dei progetti di alternanza scuola/lavoro che permetteranno agli studenti di avvicinarsi al mondo dell’Associazionismo e del volontariato. Demodema Parrucchieri curerà le acconciature delle modelle, Pascar Group ha sostenuto la sartoria proponendo nei suoi supermercati le shopper a marchio Harlequin, così anche Caroli Caffè Martina Franca che ha commissionato dei sacchetti in juta, Made in Carcere ha donato invece alcuni tessuti ed ha trasferito le sue buone pratiche.

In questo senso Harlequin non è solo una sartoria sociale, ma è da considerarsi un modello sociale che crea rete e sinergia.

“Nel futuro di Harlequin ci saranno ancora laboratori pratici aperti a soggetti fragili, e per coloro che si distingueranno saranno attivate delle borse lavoro, questo grazie alla partnership con l’ULEPE di Taranto e con Made in Carcere nell’ambito del progetto B.I.L. (Benessere Interno Lordo) finanziato da Fondazione con il Sud. Il sogno nel cassetto per ora è quello di poter regalare al progetto una sede in un locale confiscato alla criminalità” rivela Maria Teresa Liuzzi “Un luogo facilmente raggiungibile che permetta ad Harlequin di essere sempre più un progetto di Taranto, un progetto per Taranto.”

Clelia Santaniello, sarta del laboratorio dice: “Chi sceglie la sartoria sociale Harlequin per le sue riparazioni, per cucire un abito su misura o per ordinare gadget o bomboniere, sta scegliendo un servizio di qualità per il quale pagherà un prezzo equo, ma soprattutto sta scegliendo di aiutare delle persone fragili che hanno imparato a mettersi in gioco, e le sta aiutando nell’unico modo che rispetta la loro dignità, sta sostenendo il loro lavoro.”

“Chi sceglie Harlequin, sceglie più di quello che può dare una sartoria, chi sceglie Harlequin, sceglie di dare nuova vita alla persone”, dice Bello Stella sarta del laboratorio ed ideatrice degli abiti della sfilata.

Parteciperanno al Convegno anche la dott.ssa Serenella Pascali della Regione Puglia, il Direttore dell’Ulepe di Taranto, il Direttore della Casa Circondariale, l’Ufficio del Garante dei detenuti rappresentato dal Dott. Giuseppe Del Grosso, il Presidente di Confindustria Sezione moda Salvatore Toma, la Cooperativa Campo dei Miracoli, la Cooperativa Noi e Voi. Durante la sfilata saranno lette alcune poesie della scrittrice Silvia Ruggiero e ci sarà un momento dedicato all’arte a cura dell’Associazione Itaca. Il convegno vuole presentare il modello sociale Harlequin, ma sarà anche un prezioso viaggio nell’artigianato e nell’arte made in Italy, tesori da difendere e promuovere.

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