PRESENTATE LE LISTE, QUATTRO CANDIDATI SINDACO PER TARANTO E 27 PARTITI

SCADUTI OGGI ALLE 12 I TERMINI PER LA DOCUMENTAZIONE

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Quattro candidati sindaco, centrosinistra e centrodestra raggruppati in due grandi contenitori, rispettivamente “Ecosistema Taranto” e “Grande Alleanza per Taranto”, 27 liste ai nastri di partenza. Sono i dati principali delle comunali di Taranto – nel giorno conclusivo della presentazione delle liste -, una delle grandi città meridionali chiamata al voto di giugno insieme a Palermo, Messina e Catanzaro. I candidati sindaco sono Rinaldo Melucci, del Pd, sindaco uscente per il centrosinistra; Walter Musillo, ex segretario del Pd anni addietro e ora di area civica per la coalizione che unisce centrodestra (FI, FdI e “Prima  l’Italia”, il nome con cui la Lega ha scelto di correre a Taranto) e civici di varia estrazione; Massimo Battista, consigliere comunale uscente, e Luigi Abbate, a capo di altri schieramenti. Rispetto alle comunali di giugno 2017, c’é una forte riduzione sia di liste che di candidati sindaco.

Il centrosinistra per Melucci è stato il primo a presentare tutte le liste, 11 in tutto. Si tratta di: Partito democratico provinciale, Movimento 5 Stelle, Più CentroSinistra Taranto Emiliano, Partito socialista italian e Partito repubblicano italiano, Europa Verde-Verdi Taranto, CON Taranto, Taranto Crea, Taranto 2030, Taranto Popolare, Taranto Mediterranea e Autonomi e Partite Iva-Eugenio Filograna. Quest’ultimo si era candidato a sindaco per il suo movimento ma nei giorni scorsi ha ritirato la sua candidatura convergendo con una lista Melucci. Dopo Napoli, Taranto è l’altra città del Sud dove Pd e M5S sono uniti in coalizione.
Il centrodestra e i civici per Musillo si presentano invece con 10 liste: Patto Popolare, AT6, Patto per Taranto, Movimento sportivo, Insieme, Taranto Davvero, Noi con l’Italia, Prima l’Italia, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Tre liste anche per Battista: Una città per cambiare, Taranto città normale e periferie al centro. Tre, infine, per Abbate. I consiglieri comunali da eleggere sono 32. Alcune liste, però, hanno presentato un numero inferiore di candidati.

A Taranto il Consiglio è decaduto da metà novembre perché 17 consiglieri su 32 hanno presentato dimissioni anticipate. Attualmente in Municipio c’é un commissario, il prefetto Vincenzo Cardellicchio. Tra i 17 dimissionari, diversi esponenti della maggioranza di centrosinistra che sosteneva con Melucci, presenti anche in giunta, e che poi si sono uniti in blocco col centrodestra. L’idea di un cartello alternativo a Melucci è nata a Taranto attraverso lo stesso Musillo, il presidente della Provincia, Giovanni Gugliotti, e il consigliere regionale Puglia, Massimiliano Stellato, che però in Regione è rimasto col centrosinistra e con la maggioranza del governatore Michele Emiliano. Il varo dell’alleanza civici-centrodestra è avvenuto a febbraio a Roma con i coordinatori regionali pugliesi di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. In quanto ai candidati sindaco dei principali schieramenti, Melucci propone un piano in continuità col lavoro già fatto, puntando sul rilancio della città in chiave turistica, di nuova economia, cultura e grandi infrastrutture come le linee bus elettriche veloci. Musillo propone la ricucitura della città tra centro e periferie, rilancio di queste ultime, pari opportunità in termini di servizi per tutti i cittadini indipendentemente dal quartiere di residenza. Battista e Abbate, infine, chiedono tra l’altro la chiusura delle fonti inquinanti in relazione all’ex Ilva. (AGI)

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